Giovedì, 28 Ottobre 2021

In Egitto si muore per protesta

Scontri a Port Said per la condanna a morte di 21 ultras della squadra locale, l'As Masry. Cresce il bilancio di vittime e feriti

IL CAIRO - E' di almeno 22 morti e 200 feriti il bilancio delle vittime delle violenze scoppiate a Port Said in Egitto dopo la sentenza di condanna a morte di 21 persone coinvolte negli scontri scoppiati il primo febbraio scorso in uno stadio della città egiziana, in cui persero la vita 74 persone. Lo ha reso noto il ministero della Sanità del Cairo.

I parenti degli imputati condannati a morte hanno tentato di fare irruzione nel carcere dove sono detenuti i loro familiari. 

I disordini sono scoppiati pochi minuti dopo l'annuncio, da parte del tribunale egiziano, delle condanne a morte degli imputati. Le sentenze, però, non sono definitive: l'ultima parola spetta infatti al Grand Mufti, la massima autorità religiosa del Paese che deve ratificare le pene capitali.

Complessivamente erano 73 gli imputati per le morti del primo febbraio. Sono molti gli attivisti e gli osservatori che sostengono che l’attacco contro i supporter dell’el Ahly di un anno fa sia stato premeditato perché gli ultras della squadra sono stati molto attivi durante la rivoluzione. Vengono accusati le forze di sicurezza e il Consiglio militare che lo scorso anno ancora governava il paese dopo la caduta di Hosni Mubarak.

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