Martedì, 11 Maggio 2021
Verifiche necessarie

Le quattro morti sospette dopo il vaccino Sputnik

I dati sui decessi sarebbero arrivati all'Agenzia europea grazie a un whistleblower russo. Dopo la parziale conferma di uno dei virologi di Mosca che hanno lavorato sul farmaco, arriva il "no comment" delle autorità russe

Quattro persone sono morte dopo la somministrazione del vaccino Sputnik e ora l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) sta facendo le verifiche necessarie. Gli esperti dell’Ema stanno prendendo “sul serio” le informazioni trapelate dalla RosPotrebNadzor, il Servizio federale russo di sorveglianza sulla protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano. I quattro decessi sospetti si sono verificati in Russia, la patria del vaccino Sputnik sviluppato dal Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleja.

L’Agenzia europea del farmaco un mese fa ha attivato la rolling review sui dati di efficacia e sicurezza del vaccino, un lavoro di analisi che dovrebbe velocizzare l’immissione nel mercato Ue delle dosi qualora la casa farmaceutica che produce lo Sputnik dovesse fare una richiesta - per il momento non pervenuta - di approvazione all’Ema e quest’ultima dovesse dare l’ok al farmaco russo anti covid.

Dai file interni al RosPotrebNadzor emerge che - oltre ai quattro deceduti - almeno altri sei cittadini russi avrebbero subìto serie complicazioni mediche dopo aver ricevuto il vaccino. Dei tre deceduti, quattro erano sicuramente donne rispettivamente di 51, 69 e 74 anni. Il quarto decesso non è stato identificato nei file riportati dalla testata.

L’autenticità di almeno uno dei documenti citati è stata ufficialmente confermata da Denis Logunov, virologo presso l'Istituto Gamaleya di Mosca, la società che ha sviluppato il vaccino ribattezzato con lo stesso nome del primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra dall’Unione Sovietica. “Ho chiesto informazioni su questo caso e ho ottenuto una risposta. Questo caso non è falso”, ha assicurato il virologo a EUobserver riferendosi alla donna di 51 anni, morta all’improvviso dopo aver ricevuto la seconda dose di Sputnik V.

“Sull'evento non si è indagato”, ha aggiunto Logunov, e quindi “non è stata trovata alcuna associazione con la vaccinazione”, ha precisato l’esperto, che è anche coautore dell’ormai famoso articolo sulla sicurezza dello Sputnik V pubblicato dalla rivista britannica The Lancet. Sollecitato dai giornalisti, il Fondo russo per gli investimenti diretti, l’ente responsabile per l'esportazione dello Sputnik, ha rifiutato di commentare le indiscrezioni.
 

Fonte: EuropaToday →
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