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Giovedì, 20 Giugno 2024

Il Movimento 5 Stelle che chiude le porte agli stranieri

Su L'Espresso la polemica sulla norma dello statuto del movimento di Grillo che vieta l'adesione ai non italiani

A dettare la linea è il Non-Statuto, all'articolo 5: «Il Movimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni». E a tutti gli altri? Solo il Pdl e l'Udc, tra i partiti cui i 5 Stelle si oppongono vigorosamente, vincolano l'adesione all'italianità. Esatto: nemmeno Lega Nord e La Destra.

Il movimento politico di Beppe Grillo vieta l'adesione ai non italiani, anche se residenti da anni in Italia.
Una norma che, come riportato da un articolo de L'Espresso, sta iniziando a provocare malumori tra i militanti

Beppe Grillo, che del Movimento è la stella polare, non ha dubbi: «Chi si iscrive deve essere cittadino italiano, deve risiedere in Italia, deve pagare qui le tasse, non deve essere iscritto a un altro partito». Requisiti importanti, dato che il comico si premura di verificarne il rispetto personalmente, o con il suo braccio destro, Gianroberto Casaleggio. Ma che hanno fatto discutere: «La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso», ha scritto sul suo blog il 23 gennaio 2012. «La cittadinanza automatica agli stranieri nati in Italia è oggi un oggetto di distrazione che serve solo ai partiti per prendere voti», ha ribadito una settimana più tardi.

Il settimanale intervista, in merito alle polemiche, Antonia Iulia Dejeu, "romena di nascita e dal 2002 in Italia, ha infatti deciso di dimettersi dalla sua carica di consigliore di circoscrizione a Bologna per il M5S dopo il tentativo - fallito - di ottenere una risposta alle critiche mosse al comico".

Il post di Grillo contro la cittadinanza agli stranieri è stato un fulmine a ciel sereno?
Sapevo che Grillo non amasse gli stranieri: voleva costruire le barriere contro i rumeni, nel 2007. Ma non pensavo mi avrebbero usato come alibi.

In che senso?
Nell'intervista al Corriere Grillo dice che lui e Casaleggio controllano accuratamente tutto. Ed è vero. Eppure mi hanno permesso di iscrivermi. Allora ho due varianti: o sono dei superficiali che lasciano entrare cani e porci, e mi sembra strano, o sono un'eccezione a fini pubblicitari. Non riesco a vedere una terza opzione. Sapevo Grillo fosse prevenuto, ma non pensavo osasse dire cose sgradevoli, contrarie al buonsenso in pubblico. Almeno per ipocrisia. E non mi aspettavo neanche che tanti italiani lo applaudissero per questo. Non parlo della maggioranza del Movimento, perché si è espressa contro quel post. Ma dai simpatizzanti, da chi legge il blog non me lo aspettavo. E mi ha ferita molto.

Come è stata accolta la sua decisione di lasciare il Movimento?
Su Facebook mi sono state rivolte tante accuse. Persone di altre città che cominciavano a chiamarci idioti, ci spiegavano con teorie create ad hoc perché gli stranieri sono un'opportunità economica per l'Italia finché fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, poi sono un peso. Perché iniziano a chiedere diritti, e tutti gli stranieri sono opportunisti.

Questo le è stato detto da persone del Movimento?
Sì, alcuni del Movimento lo scrivevano.

Beppe non le ha mai risposto?
No, ma non conosco alcun attivo semplice o simpatizzante a cui Beppe abbia mai risposto. Grillo e Casaleggio parlano con certi candidati, con certi eletti, e con qualche influencer - filmmaker o blogger di loro gradimento.

L'Espresso intervista poi Pasquale Rinaldi, consigliere del quartiere Savena del comune di Bologna che si occupa di diritti civili per il M5S.
Questa la sua risposta alle accuse di Antonia Iulia Dejeu.

Come valuta la norma presente nell'articolo 5 del Non-Statuto che consente l'iscrizione al Movimento ai soli cittadini italiani?
Mi sembra una norma che non rispetta il principio costituzionale dell'uguaglianza, quindi in base alla gerarchia delle fonti del diritto non dovrebbe poter essere presa in considerazione ed è per questo che il nostro Movimento è completamente aperto a tutti i nuovi cittadini non ancora in possesso della cittadinanza italiana.

L'accusa della Dejeu è che molti fossero d'accordo con le sue posizioni, ma che nessuno o quasi abbia avuto il coraggio di dirlo pubblicamente per timore che Grillo li privasse del marchio del M5S, di cui è unico titolare. Cosa pensa di queste accuse?
Mi sembrano infondate. Molti attivisti non lavorano su delle proposte di modifica del Non-Statuto nel senso auspicato da me e da Antonia per il motivo che spiegavo prima, ovvero perché non esiste un meccanismo che permette di revisionarlo. Non vedo né una mancanza di coraggio in chi rinuncia ad elaborare delle proposte che non possono essere accolte in nessun modo, né tanto meno una dimostrazione di coraggio nel caso contrario. In questo caso parlare di coraggio mi sembra inappropriato.

Lei si occupa di diritti civili per il Movimento. Come discutete questi temi? Quanti siete? Le sembra utile discutere nei gruppi locali prima che Grillo prenda una posizione che in genere costituisce il punto di partenza attorno a cui si struttura il dibattito?
Ci incontriamo in gruppi di lavoro a livello locale o regionale, ma su questi temi non riusciamo sempre a stimolare una grande partecipazione. Discutere è sempre molto utile a prescindere dal fatto che questo porterà ad una modifica del nostro programma nazionale o meno, soprattutto alla luce del fatto che i nostri futuri Parlamentari avranno libertà di coscienza su questi temi e per questo l'autoformazione ed il confronto assumono un'importanza molto rilevante soprattutto in questo specifico ambito.

Fonte: L'Espresso →
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