Giovedì, 24 Giugno 2021

Torna la paura "mucca pazza": seconda vittima nel Salento

L'esame autoptico del tessuto cerebrale ha confermato: c'è un nuovo decesso per il morbo di Creutzfeldt-Jacob in provincia di Lecce. La diagnosi è stata confermata dall'Asl. Aveva 67 anni

CASARANO (LECCE) - L’esame autoptico del tessuto cerebrale ha confermato: c’è un nuovo decesso per il morbo di Creutzfeldt-Jacob in provincia di Lecce. La diagnosi è stata confermata dall’Asl provinciale.

Il salentino aveva 67 anni ed è deceduto presso il proprio domicilio. Il paziente, come racconta LeccePrima, aveva diverse compromissioni di salute di tipo cronico. Circa un mese e mezzo addietro erano comparsi disturbi della memoria, del linguaggio e disorientamento spazio-temporale, problemi uniti a un’instabilità dell'equilibrio e disturbi visivi. Il ricovero, nel reparto di neurologia dell'ospedale “Ferrari” di Casarano, risale al dieci luglio. Quel giorno si è verificato un caso di perdita di conoscenza.

Durante la degenza il paziente ha iniziato a presentare gravi disturbi comportamentali: irrequietezza e agitazione psico-motorie, aggressività fisica e verbale. All’inizio i medici avevano pensato a un’encefalopatia di origine tossica o autoimmune, o a un caso di demenza a rapida progressione. Ma gli approfondimenti clinici e diagnostico-strumentali hanno condotto alla malattia di Creutzfeldt-Jakob, sindrome divenuta nota negli anni ‘90 come “morbo della mucca pazza”.

Il paziente è poi rientrato a casa con protocollo di dimissione ospedaliera protetta. L'esame è stato effettuato a Brindisi, da cui il tessuto cerebrale è stato inviato a Bologna per l'individuazione entro alcune settimane della variante della malattia. Diverse, infatti, sono le forme: sporadica (più frequente e di origine sconosciuta), familiare (su base genetica), iatrogena (trapianti infetti) e alimentare (causata da consumo di carne infetta da prioni).

Fino ad oggi nessun caso della sindrome in questione verificatosi nel Salento è ascrivibile alla forma di origine alimentare – assicura Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl di Lecce - e i rigidi protocolli di tracciatura e controllo delle carni intervenuti dopo le epidemie in Gran Bretagna ci rassicurano per il futuro.
 

Fonte: LeccePrima →
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