Giovedì, 25 Febbraio 2021

Il caso della mucca condannata a morte per aver attraversato "illegalmente" il confine

L'animale stava pascolando ed è arrivata in Serbia, Paese non membro, prima di essere riportata dal suo allevatore. Per le stringenti regole comunitarie dovrà essere abbattuta per essere entrata nell'Unione senza un regolare certificato sanitario

La mucca Penka in una foto di Change.org

Da EuropaToday - "Salviamo la mucca Penka”. È diventato un caso internazionale, con addirittura una petizione al Parlamento europeo, quello della vacca bulgara che rischia di essere abbattuta per aver semplicemente fatto una passeggiata troppo lunga che l'ha portata ad attraversare “illegalmente” il confine con la Serbia. La mucca, che è incinta e dovrebbe avere un vitellino tra tre mesi, fa parte dell'allevamento di Ivan Haralampiev, nel piccolo villaggio di Kopilovtsi vicino al confine. Andando al pascolo si è allontanata un po' troppo, percorrendo circa 12 miglia e sconfinando così nel Paese della ex Jugoslavia.

L'animale è stato restituito al suo padrone ma le autorità bulgare gli hanno detto che dovrà essere abbattuto a causa delle stringenti regole comunitarie sugli allevamenti. Essendo la mucca entrata in Bulgaria da un Paese terzo, il suo ingresso avrebbe dovuto rispettare il protocollo che prevede la presentazione di tutta una serie di certificati veterinari al confine. E così ora la mucca dovrà essere abbattuta, per quella che è chiaramente un'interpretazione davvero poco elastica delle regole.

L'allevatore Haralampiev ha chiesto alle autorità che la risparmiassero e in suo sostegno è stata anche lanciata una petizione su change.org, indirizzata al Parlamento europeo, che è già stata sottoscritta da più di 21mila persone, su un obiettivo di 25mila. La mucca Penka "è in Bulgaria, attende che le autorità bulgare verifichino, mediante test, che sia pienamente in salute", ha spiegato oggi una portavoce della Commissione europea, spiegando che al momento l'animale sarebbe tenuto in quarantena e aprendo le speranze alla possibilità di salvarlo come chiede il suo allevatore. I test però, ha precisato la portavoce, “non sono ancora stati completati”, e quindi “non sono al corrente delle decisioni che le autorità bulgare possano aver preso”.
 

Fonte: EuropaToday →
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