Venerdì, 5 Marzo 2021

Solleva il casco integrale per rispondere al cellulare ma è senza mascherina: multa da 400 euro

Il racconto di un driver 33enne multato dai vigili a Torino per aver “violato l’obbligo di indossare un dpi in un luogo aperto”. Lui annuncia che farà ricorso

foto di repertorio Pixabay

Un giovane “driver” impiegato per un’azienda di logistica è stato multato dalla polizia locale mentre senza mascherina rispondeva al telefono cellulare dopo aver sollevato il casco integrale che gli copriva il volto. Andrea Dogliani, 33enne torinese, ha raccontato al Corriere della Sera come secondo lui sono andati i fatti e perché farà ricorso contro la multa di 400 euro che gli è stata comminata dai vigili per aver “violato l’obbligo di indossare un dpi in un luogo pubblico”. 

In sella al suo scooter, un pomeriggio intorno alle 18 Andrea ha sentito squillare il cellulare e per rispondere ha accostato, quindi è sceso dallo scooter per controllare il messaggio sul display e richiamare. “Avevo ancora il casco indossato, semplicemente l’avevo sollevato perché, essendo integrale, non riesco a infilare il telefono. Ovviamente per prepararmi a parlare mi sono abbassato anche lo scaldacollo, ma la piazza era praticamente deserta”. Subito dopo però Andrea è stato avvicinato da due vigili, che gli hanno chiesto i documenti. “Ho pensato a un scherzo - racconta - Li ho invitati a controllare la marmitta ancora calda per dimostrare che mi ero davvero fermato solo pochi instanti prima, ma non c’è stato verso”.

I vigili, racconta Dogliani, gli hanno detto che prima di scendere dal mezzo avrebbe dovuto indossare correttamente il dpi sul volto: non avendolo fatto, il 33enne era sanzionabile. A nulla è valso, racconta, mostrare loro le mascherine che porta sempre con sé nel bauletto e nel cruscotto.

“Non capisco tutto questo accanimento, soprattutto in un periodo come questo”, ripete. Fino alla fine di ottobre Dogliani lavorava come cameriere in un noto ristorante in collina. Alla prospettiva di una nuova cassa integrazione (650 euro su uno stipendio da 1700 euro), Dogliani ha deciso di licenziarsi ed è stato assunto a tempo determinato da una società di logistica come “driver” per le consegne. Per lui quei 400 euro ora sono una spesa difficile da sostenere. Dogliani non ha firmato il verbale e ha scritto che “sotto il casco la mascherina non posso metterla. La verità”. Il 33enne ha deciso che contesterà la multa soprattutto per un questione di principio: “Io non ho commesso nessuna infrazione e sarebbe bastato un po’ di buon senso per evitare tutto questo. Farò ricorso, un ragazzo ha visto tutta la scena da lontano ed è disposto a testimoniare”. 

Fonte: Corriere della Sera →
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