Martedì, 28 Settembre 2021

Ignazio Marino sotto accusa: "Ha preso otto multe e non le ha mai pagate"

Il Corriere della Sera dedica oggi ampio spazio alla vicenda. Il sindaco sarebbe entrato con un pass scaduto nella Ztl (zona a traffico limitato). Sanzioni da 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro

Ignazio Marino, primo cittadino della Capitale, è nell'occhio del ciclone per colpa della sua Panda. O meglio, per colpa di alcune multe che non sarebbero state mai pagate. Il Corriere della Sera dedica oggi ampio spazio alla vicenda. Il sindaco sarebbe entrato con un pass scaduto nella Ztl (zona a traffico limitato). Sanzioni da 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro. Due multe risultano pagate, otto no. Il problema è che nessun sindaco può avere "liti pendenti" con il Comune che amminista; il Testo unico enti locali parla chiaro: la pena è la decadenza da sindaco.

A riportare a galla le multe di Marino è l'interrogazione parlamentare firmata da Andrea Augello, senatore Ncd. Marino aveva preso le multe ai varchi elettronici della Ztl perché, per due mesi, il suo permesso non era valido tra il 23 giugno al 21 agosto 2014, periodo in cui era scaduto il vecchio contrassegno e non era ancora valido quello nuovo. Otto multe non risultano pagate, due invece sì.

Queste otto sono accompagnate da relativo numero di atto e sigla di accertamento. Ma, su queste, è inserito il codice che si usa se un cittadino fa ricorso al prefetto o al Giudice di pace. Ma qui scatta il primo «giallo». Un sindaco, secondo il Tuel (Testo unico enti locali), non può avere una «lite pendente» col Comune che guida, pena la sua decadenza.

Secondo l'interrogazione parlamente le multe "sono state bloccate d’ufficio dall’amministrazione comunale, sanando i due mesi di mancato rinnovo del permesso come se si trattasse di un errore del Comune e non di una ritardata richiesta del titolo del beneficiario". Un cittadino qualsiasi avrebbe dovuto o pagare o fare ricorso.

Marino, che con la sua giunta ha quintuplicato il prezzo dei pass per il centro (costavano 550 euro, sono schizzati a oltre 2 mila), non fa né una cosa né l’altra. Ma si fa fare una lettera da un dirigente del Dipartimento, secondo la quale la macchina del sindaco era - dal 25 giugno 2014 - in una sorta di «lista bianca», che scatterebbe «in automatico, per qualsiasi cittadino», subito dopo il mancato rinnovo.

Fonte: Corriere della Sera →
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