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Giovedì, 11 Agosto 2022

Napolitano intercettato al telefono col banchiere inquisito, è polemica

Lo scoop è del settimanale Panorama. Una conversazione tra l’ex presidente della Repubblica e il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli è stata intercettata nell’ambito dell’inchiesta su Ubi Banca coordinata dalla Procura di Bergamo

Giorgio Napolitano torna al centro dell'attenzione, ma non nel modo in cui avrebbe certo desiderato.

Lo scoop è del settimanale Panorama.

Una conversazione tra l’ex presidente della Repubblica e il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli è stata intercettata nell’ambito dell’inchiesta su Ubi Banca coordinata dalla Procura di Bergamo. 

La telefonata è del 19 marzo 2015 (allora Napolitano non era più al Colle da due mesi circa). Panorama riporta la trascrizione del colloquio fatta dalla Guardia di Finanza: "Napolitano dice che come gli aveva anticipato, aveva fissato un incontro con il presidente (Mattarella) per alcuni argomenti urgenti per cui ha colto l’occasione per rappresentargli la situazione". 

In quel momento Giovanni Bazoli è ufficialmente indagato dalla procura di Bergamo per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati e impegnato in prima persona nella battaglia per il controllo di Rcs e Corriere della Sera, che si concluderà con la vittoria di Urbano Cairo, editore e patron de La 7.

La telefonata parte da un’utenza direttamente in uso al Quirinale, e emergerebbe un ruolo attivo di Napolitano in una vicenda molto delicata e discussa come la "guerra" per il controllo del Corriere della Sera. Questa la sintesi delle Fiamme Gialle: "Napolitano specifica di aver fatto riferimento (con Mattarella, ndr) anche al dialogo di questi anni tra loro (e cioé tra Napolitano e Bazoli, ndr) e prima ancora con Ciampi. Napolitano dice che questi (Mattarella) ha apprezzato, ed ha detto che considera naturale avviare uno stesso tipo di rapporto “schietto”, informativo e di “consiglio”. Napolitano suggerisce di formulare, attraverso la segreteria, una richiesta di incontro che sicuramente accetterà. Bazoli dice che lo cercherà per i canali ufficiali nei prossimi giorni. Napolitano dice speriamo bene, anche perché ha sentito fare un nome “folle”, ovvero di quel signore che si occupa o meglio è il factotum de La 7". 

In numerose altre conversazioni tra il 2014 e il 2015, scrive Panorama, il banchiere fa riferimento con diversi interlocutori a Napolitano 

In un’altra telefonata, questa volta del marzo 2015 con una persona non identificata in cui si fa riferimento ad una udienza in Cassazione, «Bazoli riferisce che andrà a Roma da Napolitano, in quanto "avrei una cosa importante su cui lui forse può dare un consiglio"».  

Secondo il Giornale tutte le telefonate intercettate "raccontano di una rete impressionante di rapporti politici e istituzionali gestiti dal grande banchiere cattolico":

Bazoli parla con gli uomini di Enrico Letta e con quelli di Renzi, con direttori di giornali e con ministri, determina o ostacola a suo piacimento nomine e scelte cruciali del governo. In questo instancabile (a dispetto degli 84 anni suonati) attivismo, Bazoli ha un punto di riferimento costante: Giorgio Napolitano.

Fonte: Il Giornale →
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