Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Non è la priorità

Covid, il Natale del realismo: "La maratona non finirà il 25 dicembre"

Miozzo (Cts): "Se tutti insieme spegnessimo un po’ le luci delle aspettative, saremmo di grande aiuto al sistema e a quanti sperano di far ripartire la vita economica e sociale del Paese per quella data". Tutti gli esperti invitano alla cautela massima

Che Natale sarà? Un Dpcm a inizio dicembre potrebbe essere il preludio all'allentamento di alcune restrizioni. Il dottor Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, l’organismo che il governo Conte ha nominato a inizio prima ondata con compiti di consulenza e supporto, fa il punto della situazione intervistato da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

Come sarà il Natale con Covid-19

Unica certezza, a Natale non sarà tutto alle spalle. Anzi. "Abbiamo davanti una maratona che non si concluderà il 25 dicembre, ma molto più avanti - dice l'esperto - Se tutti insieme spegnessimo un po’ le luci delle aspettative, saremmo di grande aiuto al sistema e a quanti sperano di far ripartire la vita economica e sociale del Paese per quella data".

"Il Natale? Capisco che le Feste siano un momento importante, per tutti gli italiani. E vedo che molti, anche nel governo, si esercitano sul tema. Ma diciamolo con chiarezza: a Natale mancano quaranta giorni, che sul piano epidemiologico sono un tempo molto lungo - dice il ministro Roberto Speranza alla Stampa - . È su come saranno andati, lunedì prossimo, la curva dei contagi, le terapie intensive, l`indice Rt, le altre aree mediche al di fuori del Covid che ci giochiamo tutto, non sul cenone del 24 dicembre, con o senza i nonni o i parenti di primo grado. Questa, per me, è davvero una discussione lunare. Per questo chiedo a tutti gli italiani di tenere i piedi ben piantati sulla terra".

"Sarà un Natale 2020 sobrio"

Anche Ranieri Guerra dell'Oms ieri invitava tutti al realismo: "Bene che vada sarà un Natale sobrio, anche se i numeri dell`epidemia migliorassero, sarebbe un grosso errore lasciarsi andare, come è avvenuto in estate. Il quadro è molto chiaro. Il virus si trasmette grazie ai contatti interumani". 

La priorità aprire le scuole, altro che festività natalizie e cenoni. Miozzo lo mette in chiaro, ricordando in maniera positiva "il messaggio del governo inglese che annunciando il lockdown totale ha lasciato aperte le scuole: “Essere a scuola è vitale perl’istruzione dei bambini e peril loro benessere. Il tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico dei bambini, in particolare per i bambini svantaggiati". La scuola è "un ambiente protetto, controllato" e la Dad, la didattica a distanza deve essere considerato "uno strumento di eccezionale utilità da utiliz- zare in situazioni di vera emergenza e soprattutto per periodi limitati". Parole molto chiare. 

"Abbiamo raccomandato di prevedere un ritorno alla scuola in presenza prima possibile per tutti i ragazzi, senza distinzione".

Fonte: Corriere della Sera →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid, il Natale del realismo: "La maratona non finirà il 25 dicembre"

Today è in caricamento