Banksy dipinge e finanzia una nave umanitaria che salva migranti nel Mediterraneo

Ideata e finanziata dall'artista, la Louise Michel in origine era una motovedetta francese. Due giorni fa la sua prima missione

foto Christian Herrou | MarineTraffic.com

È tutta rosa shocking e bianca e si chiama Louise Michel, come l'anarchica francese della Comune di Parigi dell'800, la leggendaria Vergine Rossa, eroina della rivoluzione sociale. Si tratta di una vecchia barca della guardia costiera francese, quella che Banksy - l'artista inglese di strada più famoso del momento - ha scovato in Bretagna, lo scorso febbraio, nel porto di Camaret, ridipinto e destinato al salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Una vera e propria opera galleggiante che non è passata inosservata e ovunque sta facendo parlare di sé. 

La prima missione della nave "firmata" Banksy

L'imbarcazione, rimasta a lungo ormeggiata nel porto di Burriana a nord di Valencia, ha iniziato già da due giorni la sua attività in mare. A 30 km dalla costa tra Tripoli e Al-Zawiya, la Louise Michel, a 30 nodi di velocità, ha infatti portato a termine la prima missione, traendo in salvo sette migranti su un barchino. Non potendo accoglierli direttamente a bordo, ha prima contattato, pare inutilmente, le autorità locali libiche e successivamente si è rivolta alla Sea Watch 4 che ha provveduto a venire in soccorso dei migranti, rifocillarli e salvarli.

L'attività della Louise Michel, che sulle fiancate riporta la scritta "Rescue", sarebbe finanziata dallo stesso Banksy, da sempre sensibile al tema dell'immigrazione. La motovedetta ha a bordo, come riporta la stampa francese, "una piccola squadra internazionale di circa dieci marinai, professionisti del settore marittimo e del soccorso”, è stata registrata in Germania e si dice sia già stata acquistata da un mecenate di Saint-Malo, intenzionato a creare una squadra di soccorritori professionali. Al momento però il misterioso compratore preferisce restare anonimo.

Louise Michel: un nome non casuale 

Il nome che Banksy ha scelto per la sua barca, come già accennato, si riferisce all’anarchica poetessa e insegnante francese Louise Michel. Una vera e propria eroina ricordata ancora oggi negli ambienti più anarchici, che negli anni della Comune di Parigi, fu deportata a bordo di una nave in Nuova Caledonia. Ecco da cosa deriva il suo legame con i migranti: una scelta non certo casuale dunque, che non fa altro che ricordare l'eccentricità e l'irriverenza dell'artista di Bristol.

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Banksy, negli anni scorsi, ha spesso realizzato opere per denunciare i voltafaccia dell’Europa davanti alle violazioni dei diritti umani. Da ricordare in particolare i graffiti del 2015 comparsi a Calais, luogo dal quale i profughi, per raggiungere il Regno Unito, tentano di attraversare la Manica, tra mille difficoltà. L'opera firmata dall'artista inglese raffigurava Steve Jobs con un computer Mac e un sacco sulla spalla. Tutto per ricordare che il fondatore della Apple, uno degli uomini più potenti e noti del mondo, era stato in realtà adottato ed era di origine siriana.

Fonte: La Stampa →

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