Giovedì, 3 Dicembre 2020

La negazionista che ha seguito l’ambulanza: “È tutto finto, vogliono solo spaventare la gente”

Parla la donna che insieme a un uomo ha pedinato il mezzo di soccorso. È convinta di avere le prove della finzione in atto e afferma di trovare più informazioni su Facebook che nei telegiornali

Foto di repertorio Ansa

L'edizione torinese di Repubblica ha raggiunto la donna che insieme a un uomo ha seguito per chilometri un’ambulanza finché il mezzo non ha raggiunto la casa di un paziente che aveva richiesto assistenza per problemi respiratori. L’uomo che era con lei, un cliente di lavoro, è sceso e ha insultato gli operatori; lei invece è rimasta in macchina. Respinge la definizione di "negazionista", ma è convinta che quell'intervento di soccorso fosse “finto” e di averne le prove: “Ho fatto dei video dove si vede che l’ambulanza girava a vuoto, prendeva stradine, passava davanti alle scuole, ma quando si è fermata non ha caricato nessuno, era tutto una finzione”.

Per la donna quindi è tutto finto e l’equipaggio dell’ambulanza avrebbe giravo a vuoto “perché vogliono creare paura nella gente”, “per poi dire che dobbiamo stare tutti chiusi in casa. Voglio creare dei burattini”.

L'inseguimento dell'ambulanza per le strade di Torino

La donna assicura anche di avere “un’infermiera in famiglia, lavora in un reparto Covid. Le mie sorelle sono risultate positive”. Ai racconti dei suoi stessi parenti sulla situazione in ospedale, la donna oppone però i video che girano su Facebook che mostrerebbero invece i pronto soccorso vuoti. “Non dico che il virus non esiste, gliel’ho già detto. Ma credo che alcune informazioni vengano forzate”, spiega alla giornalista che le chiede se quindi crede di più a quello che vede su Facebook che non al racconto dei suoi famigliari, pur ammettendo di non essere mai andata di persona a verificare la situazione in ospedale. Facebook sembra quindi essere la principale fonte di informazione per la signora, che ammette: “Meno telegiornali guardo meglio sto”.  

Tornando all’inseguimento dell’ambulanza, la donna sostiene che la proposta di pedinare il mezzo di soccorso sia partita dal suo cliente. Proposta che l’ha trovata d’accordo: “Abbiamo deciso di vedere come andava a finire”. Il 118 ha presentato una denuncia e i due rischiano l’accusa di interruzione di pubblico servizio. 

I negazionisti che col suv seguono un'ambulanza fin sotto casa del paziente covid

Fonte: Repubblica Torino →
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