Lunedì, 27 Settembre 2021

"I neonazisti sono pazzi: lo dice lo Stato"

La Corte costituzionale di Karlsruhe dà ragione al presidente tedesco che aveva così definito i militanti del partito di estrema destra Npd

Il presidente tedesco ha il diritto di chiamare "pazzi" gli esponenti del partito neo-nazista tedesco Npd: lo ha deciso la Corte costituzionale di Karlsruhe, respingendo il ricorso dei neo-nazisti contro Joachim Gauck, il quale aveva definito "spinner", dal tedesco "svitati", alcuni membri della Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Npd) nell'agosto del 2013.

Il partito neo-nazista tedesco aveva accusato il capo di Stato, il cui ruolo di autorità morale in patria e di rappresentante della Germania all'estero è altamente simbolico, di non essere rimasto imparziale nei temi di politica interna. I giudici di Karlsruhe, invece, hanno sostenuto il presidente federale nello svolgimento delle sue funzioni e sugli argomenti che decide di affrontare: "Dichiarazioni specifiche del presidente federale possono essere contestate alla corte solo se il presidente prende le parti in un modo che trascura chiaramente il compito di integrazione del suo ufficio e cioè prende le parti in modo arbitrario. Non è stato questo il caso", secondo un comunicato.

Dopo che alcuni componenti della Npd avevano pesantemente criticato l'apertura di un alloggio per richiedenti asilo a Berlino, il pastore protestante ed ex attivista per i diritti umani ai tempi della Ddr ad agosto scorso, aveva dichiarato: "Abbiamo bisogno di cittadini che manifestino nelle strade e mettano questi pazzi al loro posto".

Ammettendo che la parola "pazzi" può essere "diffamatoria", la corte ha precisato: "In questo caso, tuttavia (...), la parola 'pazzi', oltre ai termini 'ideologi' e 'fanatici', serve come parola collettiva per quelle persone che non hanno imparato la lezione dalla storia e per chi, rimasto indifferente alle spaventose conseguenze del nazional-socialismo, ha opinioni nazionaliste e anti-democratiche", secondo i giudici.

Gauck ha ringraziato per il "chiarimento" fornito dalla sentenza dei giudici, secondo un suo portavoce, David Gill, citato dalla dpa. La Ndp, che non è mai entrata al Bundestag (sebbene sia presente in due parlamenti regionali) e ha ottenuto l'1,3% dei consensi alle ultime elezioni nel settembre scorso, ha invece definito "grottesca" la decisione, sostenendo che essa divide i tedeschi in "classi di persone" disuguali.

Fonte: Süddeutsche Zeitung →
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