Mercoledì, 22 Settembre 2021

"Perché Nicola Cosentino aveva le chiavi per entrare alla Reggia di Caserta?"

Il Fatto Quotidiano racconta i dettagli della scoperta fatta dagli uomini della Dia durante una perquisizione: quel normale mazzo di chiavi apriva le porte della Reggia di Caserta

Nicola Cosentino resta in carcere, il Tribunale di Sorveglianza ha accolto le richieste della Dda. Si è intanto scoperto che l'ex nome forte del Pdl in Campania aveva le chiavi per entrare alla Reggia di Caserta: gliele aveva date il prefetto. "Per fare jogging" dicono i difensori di Cosentino. Ma gli inquirenti suppongono che proprio nella Reggia si sarebbe svolto un incontro organizzato allo scopo di intimidire un politico locale. Smentiscono tutto i legali di Cosentino

Il Fatto Quotidiano racconta i dettagli della scoperta fatta dagli uomini della Dia durante una perquisizione: quel normale mazzo di chiavi apriva le porte della Reggia di Caserta. "E chissà perché a dargliele era stato il prefetto della città campana", si chiede il quotidiano di Padellaro e Travaglio.

La vicenda delle chiavi in realtà era stata utilizzata a sostegno delle argomentazioni difensive dagli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, legali dell’ex sottosegretario detenuto dal 3 aprile scorso nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli con l’accusa di estorsione e illecita concorrenza per ottenere il monopolio nel settore della distribuzione di carburanti in una ampia zona del Casertano. L’ex parlamentare di Forza Italia, che stava tentando di rientrare sul palcoscenico della politica con Forza Campania, quindi resta in custodia cautelare.

Gli inquirenti hanno ipotizzato che le chiavi servissero per entrare nei locali della prefettura dove negli anni scorsi, secondo l’accusa, si sarebbe svolto un presunto incontro, avvenuto alla presenza dello stesso Cosentino, organizzato allo scopo di intimidire un amministratore locale “scomodo” che non voleva sottostare alle pressioni dell’esponente politico.

È stato invece accertato – ha sostenuto il legale – che quelle chiavi servivano invece ad aprire una porta laterale della Reggia ed erano state consegnate a Cosentino dall’allora prefetto per evitare che rimanesse rinchiuso all’interno dell’edificio quando si attardava a correre nel parco. “Altro argomento favorevole all’indagato – ha osservato Montone – è rappresentato dalle circostanze temporali che contribuirebbero a confutare le tesi accusatorie: le chiavi furono consegnate quando Cosentino era sottosegretario e quindi in un periodo successivo all’epoca del presunto incontro in prefettura”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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