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Sabato, 15 Giugno 2024

Nicole Minetti: la "pecorina espiatoria continui a sventolare il suo tanga"

Libero e Il Foglio difendono Nicole Minetti

Il caso delle dimissioni (richieste e per ora non accordate) della consigliera regionale lombarda Nicole Minetti continua ad agitare il Pdl.
Ed è non solo bagarre tra politici, ma anche sui giornali di riferimento del centrodestra.

Oggi Libero e Il Foglio escono in edicola con tre articoli che, anche se in maniera diversa e con finalità distinte, difendono "l'igienista dentale" diventata politica, passando per le notti dei bunga-bunga di Arcore.

Perché deve dimettersi proprio e solo la Nicole Minetti, di cui in realtà sappiamo solo quel che l’assordante gossip giudiziario ci vuole far sapere, e non piuttosto certi tetri conclamati ladroni, incapaci deputati, sindaci, presidenti di regioni ed enti, parenti e amici di costoro?

Se lo chiede Umberto Silvia su Il Foglio, che nega "l'utilità" di questa richiesta di dimissioni.

Rea confessa d’averlo virilizzato spingendolo a riconquistare la nazione, Nicole è da tempo indagata in un processo di stregoneria e avrebbe bisogno di un sostegno, invece ecco una pugnalata alle spalle. Il grido “dimissioni” che tocca i vertici del Partito della libertà mi lascia esterrefatto.
E’ ridicolo oltre che controproducente, un segnale di debolezza di cui i pm lesti approfitteranno.

Per poi concludere:

Signorina Minetti salvi il partito, non se ne vada o se ne vada quando ne avrà voglia. Resti a costo di dare un dispiacere all’amato Cavaliere. A costo di rinunciare a una forte prebenda. A costo di fare arrabbiare ancora di più i giudici. A costo di essere odiata e disprezzata da tutti. A costo di dover continuare a fare il consigliere regionale non si dimetta ma faccia sventolare il suo magnifico tanga, bandiera della presunzione d’innocenza e del diritto di fare quel po’ di casino che San Jovanotti cantò come un dovere di ciascuno.

Su Libero è invece Giampiero Mughini a difendere la Minetti.
Dopo averne elogiato la postmoderna genuinità, Mughini scrive:

Ma che c'entra una ragazzona così tanta con l'aula del Consiglio Regionale della Lombardia, mi direte? Naturalmente un beato niente. E' accaduto ed è pazzesco che sia accaduto, punto e basta. E del resto chi di noi ci avrebbe creduto, vent'anni fa, se gli avessero detto quel che succede ogni giorno e ogni sulla scena pubblica del nostro Paese? Chi ci avrebbe creduto a chi avesse pronosticato i picchi di sciagurataggine e di cafoneria cui assistiamo quotidianamente? Minetti o no, scagli la prima pietra chi ne è immune.

Sempre su Libero, Filippo Facci difende la "pecorina espiatoria della Casta".

A margine del caso Minetti i problemi sono altri per davvero: e non solo che lei sia diventata la pecorina espiatoria del Pdl, ma che il Parlamento e la rappresentatività in generale, dal 1994 a oggi, sono diventati un'altra cosa.

Un problema generale, che ha portato il centrodestra, ma in maniera diversa seppur speculare anche il centrosinistra, a portare nelle istituzioni degli "spingitori di bottoni", scelti sono per l'immagini secondo le regole del casting televisivo.

False personalità, spingitori di bottoni, rappresentanti di niente che peraltro della Minetti non hanno neppure le tette.

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