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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Usa, sentenza della Corte Suprema: "Vietato licenziare qualcuno perché gay o trans"

Per i giudici il Civil Rights Acts del 1964 vieta la discriminazione in base a razza, religione, origini e sesso e va applicata anche ai lavoratori gay e transgender

Una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che non è possibile licenziare qualcuno perché gay o transgender. Per i giudici il Titolo VII della legge sui diritti civili del 1964, vieta le discriminazioni sul lavoro basate su "razza, religione, origini nazionali e sesso" e va applicata anche ai lavoratori gay e transgender, proprio nella fattispecie della discriminazione "per sesso".

“Un datore di lavoro che licenzia un individuo per essere omosessuale o transgender - scrive nella sentenza il giudice Neil Gorsuch - lo fa sulla base di tratti o azioni che non sarebbero messi in discussione su persone di sesso differente. Il sesso svolge un ruolo decisivo nella decisione, e questo è esattamente ciò che il Titolo VII vieta”.

Il voto dei giudici è stato di 6 a 3 e ha visto favorevoli i giudici Neil Gorsuch, che ha scritto la relazione di maggioranza, e John Roberts Jr., Ruth Bader Ginsburg, Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.

La decisione della Corte Suprema, che riguardava due casi portati all'attenzione dei giudici, è stata la prima sui diritti Lgbt dal 2018, anno del ritiro del giudice Anthony Kennedy, relatore di maggioranza di tutte e quattro le principali sentenze della Corte in materia di diritti gay.

Fonte: Cbs News →
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