Domenica, 11 Aprile 2021

I rettori di Medicina contro l’addio al test: "Non abbiamo le aule"

Dopo l'annuncio delle scorse settimane del ministro Giannini, arriva la rivolta dei rettori che non sanno come gestire la 'massa di studenti' che arriverà senza test

Le associazioni di studenti sono tutti favoreli e hanno festaggiato quando il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha annunciato di dire stop al test d'ingresso di medicina. L'idea era quella del 'modello francese': aperto a tutti il primo anno, sbarramento al secondo in base ai risultati accademici.

Ma quella che sembrava un'ottima idea si sta rivelando più difficile del previsto da realizzare: l’ipotesi di rottamazione dei quiz ha sollevato fin da subito forti perplessità fra i rettori preoccupati dall’onda d’urto potenzialmente devastante di un’iscrizione di massa nella facoltà.

All'ultimo test di aprile erano 65 mila quelli che provavano, per poco più di 10 mila posti. Che cosa succederebbe se a settembre 2015 le università dovessero accoglierne altrettanti come matricole? Dove si terrebbero le lezioni? E con quali professori? L’aula più grande dell’Università Bicocca di Milano può contenere al massimo 150 studenti mentre quest’anno ai test se ne sono presentati mille e 400.


Così i rettori di diverse università sono entrati nel pallone, proprio per le questioni 'strutturali': dove mettiamo a studiare tutte queste persone? Dalla Bicocca di Milano all'Università di Palermo la preoccupazione è sempre la stessa.

Fonte: Corriere.it →
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