Giovedì, 6 Maggio 2021
Fiano Romano / Roma

Infermieri no vax, scoppia un focolaio in una casa di riposo: "Su obbligo vaccino si faccia presto"

Per fortuna 24 dei 36 ospiti di una Rsa di Roma si erano sottoposti al vaccino: in 15 si sono re-infettati ma il sistema immunitario ha permesso di evitare i gravi sintomi della Covid-19

Dopo i casi della Liguria anche nel Lazio si sarebbe sviluppato un nuovo focolaio di coronavirus proprio dove non avrebbe dovuto più rientrare: a Fiano Romano 27 anziani di una casa di riposo e riabilitazione sono risultati contagiati dal coronavirus dopo che una operatrice socio-sanitaria aveva involontariamente contagiato altri colleghi. Poi il Sars-Cov-2 entrato nella struttura protetta ha viaggiato di letto in letto trasformando la struttura in un cluster di Covid-19.

Per fortuna gli operatori dell'Asl Roma 4 un paio di mesi fa avevano sottoposto al vaccino la maggior parte degli ospiti della Rsa e al momento non è stato necessario nessun trasferimento d'urgenza degli ospiti in ospedale nonostante si tratti di persone molto anziane con un'età media di 85 anni.

Dei 36 ospiti 24 erano riusciti a sottoporsi al vaccino e in 15 si sono re-infettati ma il sistema immunitario allenato a riconoscere il celebre uncino del coronavirus ha permesso di evitare i gravi sintomi della Covid-19. Altri 12 ospiti invece non avevano fatto il vaccino. Sono loro preoccupare i sanitari.

Come riportato dal Messaggero l'operatrice no-vax che ha dato origine al cluster non sarà licenziata ma l'ennesimo caso di focolaio in una struttura protetta riaccende i riflettori sulla necessità di una normativa che tuteli le categorie fragili che non possono sottoporsi al vaccino.

La legge sull'obbligo vaccinale per medici e infermieri voluta dal governo

"Sono in corso le valutazioni dei medici della Asl, che sono ancora sul posto, e delle persone contagiate solo due necessitano di ricovero. Una buona notizia'' racconta all'Adnkronos Roberto Agresti, responsabile della casa di Riposo e Riabilitazione di via Venezia a Fiano Romano.

Gli operatori della struttura avevano rifiutato il vaccino per paura. ''Quando è venuta la Asl per la prima dose, anche io ho fatto il vaccino proprio per dare l'esempio - dice Agresti - Credo che chi fa l'operatore sociosanitario, l'infermiere o opera in questi contesti, dovrebbe proteggere se stesso ma anche gli altri. Spero che il presidente Draghi faccia questo decreto al più presto. Anzi secondo me andava fatto prima. Quello che è successo qui da me sarebbe stato molto più contenuto''.'.

Agresti non nasconde di essere arrabbiato ''anche perché sto vivendo un momento di pressione intensa'', dice. ''Sono in prima linea e sono cinque giorni che non vado a casa per paura di contagiare la mia famiglia e anche per non abbandonare i miei anziani, che ormai per me sono come i miei nonni''. "Io non abbandono la nave'', sottolinea il responsabile della struttura, secondo il quale nel fatto che molti rifiutino il vaccino ''c'è anche una responsabilità della stampa: viene dato tanto risalto alle persone che sono morte dopo aver fatto il vaccino e poco ai 400 morti che ogni giorno produce il covid".

Fonte: TgCom24 →
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