Sabato, 27 Febbraio 2021
Il caso

Italia Viva contro Conte sulla norma salva-suocero: "Chi l'ha scritta?"

Chi volle nel decreto rilancio la norma per depenalizzare il ritardato o mancato versamento della tassa di soggiorno ai comuni? A beneficiarne è stato Cesare Paladino, imprenditore romano e papà di Olivia, la fidanzata del premier italiano

La domanda è: fu una norma ad personam o una norma per sostenere gli albergatori per via dell'emergenza sanitaria? Chi volle nel decreto rilancio la norma per depenalizzare il ritardato o mancato versamento della tassa di soggiorno ai comuni? A beneficiarne è stato Cesare Paladino, imprenditore romano a capo di un importante gruppo immobiliare che fra l'altro ha la proprietà (e la gestione) del prestigioso Grand Hotel Plaza nella capitale. Cesare è il papà di Olivia, la fidanzata del premier italiano.

Italia viva contro Conte sulla norma salva-"furbetti" della tassa di soggiorno

Paladino grazie a quella norma si vede cancellata la condanna per non aver pagato allo Stato la tassa di soggiorno da due milioni di euro che aveva ri- scosso dai clienti. Italia Viva vuole vederci chiaro e il deputato Michele Anzaldi ha già scritto un'interrogazione parlamentare che sta per depositare alla Camera. Il suo contenuto, secondo Repubblica che ha potuto visionarlo, è destinato a inasprire il rapporto l’ex premier e il premier attuale.  Italia Viva vuole sapere "quale sia stato l’ufficio legislativo che ha proposto di inserire la norma per depenalizzare l’omesso pagamento della tassa di soggiorno".

Quell’articolo 180 è stato proposto "in tutto o in parte da un ministero", oppure il Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi ha contribuito alla stesura?

Grazie a questa depenalizzazione il padre della compagna del premier si è visto cancellare, con valore retroattivo, una condanna passata ingiudicato con il patteggiamento.

Paladino, scrive Anzaldi, "titolare del Grand Hotel Plaza di Roma, a luglio 2019 era stato condannato alla pena di 1 anno, 2 mesi e 17 giorni di reclusione per l’omesso versamento al Comune della tassa di soggiorno negli anni 2014-2018, per un totale di 2.047.677 euro". Ma quella condanna adesso non c’è più. Paladino ha fatto ricorso, il capo dei gip di Roma Bruno Azzolini l’ha accolto e l’ha cancellata. Il chiarimento dovrà essere politico.

Paladino, già nell’estate del 2019, aveva patteggiato la condanna. Ma poi, un anno dopo a legge ap- provata, ha fatto ricorso per cancellarla. E qui si apre la controversia dentro la magistratura.

Fonte: La Repubblica →
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