Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Zone d'ombra

Qual è il rischio vero del nuovo Dpcm (secondo Crisanti)

Il professore avverte: "Attenzione perché le Regioni potrebbero truccare i numeri. Decreto confuso, non chiarisce le chiusure"

Questione di ore, lo si attende tra oggi e domani il nuovo Dpcm. Le chiusure totali a livello territoriale sarebbero decretate con un'ordinanza del ministero della Salute. Nasce tra le polemiche il nuovo Dpcm. Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico, come ha confermato ieri in parlamento il premier Conte.

Nuovo Dpcm: le perplessità di Crisanti

Non nasconde tutte le sue perplessità Andrea Crisanti, l'ormai notissimo professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova. Non capisce come il nuovo Dpcm possa essere attuato: "La mia non è una posa - dice intervistato da Francesco Rigatelli sulla Stampa - ma davvero faccio fatica a comprenderlo e ho una serie di interrogativi a riguardo". "Mipare manchi un automatismo preciso per cui a una determinata regione vengano imposte le chiusure - sintetizza -  Il punto di cui si parla da settimane è sempre quello. Ora ho letto che ci sarebbero 21 criteri per decidere se una regione appartenga alla zona verde, arancione o rossa".

Una babele di criteri, che potrebbe generare confusione, ma non solo confusione: "Mi sembrano tanti, ma immagino che quelli fondamentali riguardino il riempimento dei posti in ospedale".

"Non vorrei che un provvedimento simile inducesse le Regioni a non essere totalmente trasparenti riguardo a questi dati".

Parole dure, interrogativi  e dubbi però comprensibili: "Perché lei non ritiene che con questa politicizzazione e spettacolarizzazione di ogni cosa non ci sia la gara tra presidenti a chi è più bravo? Mi pare che la frizione col governo sia proprio su questo"

Sono dati "facilmente manipolabili" e a livello regionale "per qualche settimana si potrebbe decidere di ricoverare il meno possibile sulla pelle dei pazienti". Giusto attendere decisioni nazionali o le regioni potevano fare di più e prima? "Al di là del nostro sistema sanitario regionale, la stessa Costituzione dice che in casi straordinari come questo debba essere il governo a dare la linea, per cui trovo sensato che le Regioni attendano una decisione centrale".

Lockdown nazionale: non è un'ipotesi sul tavolo

L'ultimo bollettino della Protezione Civile ieri ha comunicato 22253 nuovi casi e 233 morti, e il tutto con 50mila tamponi in meno rispetto al giorno precedente, mentre le terapie intensive occupate ammontano a 2022. Unica certezza: novembre sarà il mese più difficile nella seconda ondata.

Nel nuovo Dpcm nessuna stretta nazionale sarà introdotto, ma sì al limite agli spostamenti da e verso Regioni ad alto rischio, e anche “limiti allo spostamento delle persone nella fascia serale più tarda”. Sono questi i due capitoli ancora aperti, si deciderà solo all'ultimo. Altre novità previste sono possibilità di didattica a distanza al 100% per tutti i licei e istituti professionali, chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, chiusura delle sale e di quelle dedicate al bingo, stop a musei e mostre, capienza massima dei mezzi pubblici limitata al 50%.

Fonte: La Stampa →
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