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Martedì, 18 Gennaio 2022

Spagna, crisi senza fine: ecco la guida che insegna come occupare case sfitte

Il suo nome è “Obra social”: si tratta di un vero e proprio manuale per gli spagnoli che a causa della devastante crisi economica si sono visti pignorare la propria abitazione

Occupare case sfitte non è mai stato così facile. Il suo nome è  “Obra social”: si tratta di un vero e proprio manuale per gli spagnoli che a causa della devastante crisi economica si sono visti pignorare la propria abitazione a causa di debiti contratti con le banche. In 25 agili pagine viene spiegato loro, passo dopo passo, come prendere possesso di un edificio e e come affrontare le conseguenze legali del gesto.

Come racconta un articolo del Fatto Quotidiano, sono migliaia (stima per difetto) le famiglie che vivono della carità delle mense sociali e hanno sulle spalle un grosso debito da saldare con la banca, che ha loro sequestrato la casa. Non è inusuale vedere edifici vuoti occupati da un giorno all'altro da uomini e donne che si sono ritrovati senza un tetto sopra la testa.

La Charcha, ad esempio, è uno di questi: si trova nel quartiere popolare Carabanchel di Madrid ed è di proprietà del Banco popular. L’edificio, vuoto da quando è stato costruito (circa due anni fa), è stato occupato da 40 persone, tra bambini, coppie e attivisti. Gli inquilini hanno messo su un orto e, anche se alcuni lavorano, la maggior parte vive di donazioni e “ricicla” il cibo, cercando nei bidoni della spazzatura o andando a procurare la merce in scadenza nei grandi magazzini.

La guida ha un obiettivo che va oltre la semplice occupazione fisica degli edifici. L’obiettivo è che i nuovi inquilini utilizzando tutti gli strumenti legali disponibili riescano a “negoziare un affitto sociale in base al reddito” con l’entità finanziaria di turno. Un processo di “recupero” delle case dal basso che merita di essere seguito con estrema attenzione.

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Tanti i consigli ai nuovi poveri che prendono la decisione di "occupare".

"Rivendicare pubblicamente l’azione per evitare che venga considerata come ‘furto di proprietà’, affinché la polizia non possa intervenire senza un mandato per flagranza di reato”. Ma anche “causare il minor danno possibile” alla porta d’ingresso. L’edificio infatti rientra sotto la responsabilità del gruppo. Nei giorni successivi l’occupazione, spiega il manuale, è importante andare a parlare con i vicini e spiegare loro la situazione perché “in futuro potrebbero essere chiamati a testimoniare".

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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