Sabato, 31 Luglio 2021

Ocalan ai curdi del Pkk: "Fate tacere le armi"

"Oggi è il tempo della politica, non delle armi"

Il leader della ribellione curda in carcere Abdullah Ocalan ha chiesto ai suoi militanti di "far tacere le armi e di lasciar parlare le idee".

In un messaggio letto da deputati curdi in curdo e in turco davanti a centinaia di migliaia di persone riunite a Diyabakir per festeggiare Nevruz, il capodanno curdo, "Apo" ha affermato che "oggi è il tempo della politica, non delle armi".

"Noi siamo arrivati in una fase in cui le armi devono tacere e gli elementi armati si devono ritirare al di là delle frontiere della Turchia" scrive Ocalan nel messaggio scritto nella sua cella della prigione di Imrali, isola del Mar di Marmara. "Lo dico davanti ai milioni di persone che ascoltano il mio appello, è arrivato il momento di far prevalere la politica". L'appello alla tregua arriva dopo sei mesi di negoziati tra i servizi segreti e l'ex nemico numero uno dello Stato turco, che dal 1999 sconta a Imrali una condanna all'ergastolo. Sia "Apo" (zio), come è chiamato dai suoi guerriglieri, sia il premier Recep Tayyip Erdogan giocano una partita importantissima per il loro futuro politico, con la decisione di chiudere un conflitto che in 29 anni ha provocato 45mila vittime. Erdogan ha detto nei giorni scorsi di essere disposto a fare la pace con il Pkk "anche se mi costerà la carriera politica", di fronte alle accuse di "tradimento" dell'opposizione nazionalista.

Dalle prime ore della mattina migliaia di persone si sono riversate nella piazza principale di Diyabakir, adornata con le bandiere gialle, verdi e rosse del popolo curdo, per ascoltare la parole di Ocalan lette dai deputati del Bdp, il partito filocurdo che siede in parlamento. Un enorme cartellone dietro il palco dove viene letto il messaggio recita "Soluzione democratica, libertà per il nostro leader Ocalan" mentre migliaia di persone agitano bandiere intonando "in pace e in guerra, con te, nostro capo".

Ocalan nei giorni scorsi ha chiesto la "democratizzazione dell'intera Turchia" in cambio della pace. Erdogan dal canto suo ha negato che ci saranno concessioni a un'organizzazione considerata terroristica da Ankara, Usa ed Europa, ma l'aspettativa è che i 15 milioni di curdi che vivono in Turchia godano presto di maggiori diritti costituzionali.

Ocalan probabilmente chiederà l'istituzione di una "commissione di saggi" per vegliare sul ritiro dei militanti verso il nord Iraq. Almeno altri quattro appelli al cessate il fuoco da parte di Ocalan sono stati respinti da Ankara a sabotati dall'ala dura del Pkk.

Fonte: BBC News →
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