Domenica, 26 Settembre 2021

Uccide la moglie insieme ai due figli piccoli: "Ecco perché l'ho fatto"

Parla Carlo Lissi, il padre assassino che il 14 giugno scorso ha sgozzato la moglie Cristina e i due figlioletti: "Mi implorava di smettere ma io non riuscivo a fermarmi"

Erano diventati un intralcio, un ostacolo, per il suo nuovo amore. Così, ha deciso di liberarsene una volta per sempre. Il 14 giugno scorso Carlo Lissi, trentuno anni, marito di Cristina Omes, ha afferrato un coltello da cucina, ha ucciso i suoi due piccoli e sua moglie. Poi, si è lavato, ha gettato l'arma del delitto in un tombino ed è uscito per andare al pub a guardare Inghilterra-Italia.  

Nei primi mesi in carcere l'uomo, residente a Motta Visconti (Milano) ha parlato poco agli inquirenti. Ma il 28 febbraio scorso - rivela il Corriere della Sera - ha chiesto di essere ascoltato di nuovo dai magistrati. E ha raccontato tutto.

"Prima di conoscere Maria (la sua amante, ndr) ho avuto altre due esperienze extraconiugali con colleghe", ha detto agli inquirenti. Ma con Maria era diverso. "Pensavo a lei ogni momento libero. Non so se voi vi siate mai innamorati alla follia?" 

La sera del delitto Lissi ha raccontato tutto alla moglie: "Le ho detto che non ero felice, che mi ero innamorato di un’altra ragazza. Lei era incredula. Poi mi ha detto che mi odiava, che stavo rovinando una buona famiglia". 

"Eravamo nella taverna. Ha cercato di tirarmi due sberle, l’ho bloccata. Poi è scappata di sopra e l’ho inseguita con il coltello che ho preso dal ceppo in cucina. Il primo colpo l’ho indirizzato al collo mentre ero alle sue spalle. Lei piangeva disperata e gridava 'no'. Poi ha tentato di scappare dalla porta d’ingresso ma l’ho riportata dentro". Il racconto dell’orrore prosegue con l’omicidio dei figli: “Cristina ha iniziato ad urlare chiedendo “perché? perché?”, ma io non riuscivo a fermarmi". 

Fonte: Corriere della Sera →
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