Sabato, 8 Maggio 2021
La condanna / Palermo

Ergastolo all’uomo che uccise a coltellate l’amante incinta. La madre di Ana Maria: “Giusto, anche se non mi ridarà mia figlia”

Massima pena all’imprenditore di Partinico Antonino Borgia, reo confesso dell’omicidio di Ana Maria Lacramioara Di Piazza avvenuto il 22 novembre 2019

È stato condannato all’ergastolo Antonino Borgia, l’imprenditore di Partinico (Palermo) accusato di aver ucciso a coltellate il 22 novembre 2019 la 30enne Ana Maria Lacramioara Di Piazza, incinta di quattro mesi. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Palermo.

Borgia era imputato per omicidio volontario, premeditato e aggravato da futili motivi, oltre che di occultamento di cadavere e procurato aborto. L’imprenditore aveva confessato l’omicidio ma aveva sempre negato di aver premeditato il delitto. I giudici hanno inflitto a Borgia la massima pena riconoscendo tutte le aggravanti e hanno disposto anche che i parenti della vittima, madre di un altro bambino, vengano risarciti dall’imputato. 

Parla la madre di Ana Maria

“Questa sentenza non mi ridà certo mia figlia, perché la sua sorte purtroppo è stata questa, ma sono soddisfatta e devo andare avanti per mio nipote”, ha detto a PalermoToday la signora Anna Di Piazza, la madre di Ana Maria. La donna si costituita parte civile nel processo con l’assistenza dell’avocato Angelo Coppolino. 

“Ho avuto piena fiducia nella legge e nella giustizia e in questi mesi non ho voluto neppure ribattere alle tante chiacchiere che ho sentito in giro. Perché so chi era mia figlia e, al di là dei suoi 30 anni, era una ragazzina, che aveva fiducia nelle persone e credeva nell'amicizia”. Quanto alla condanna di Borgia, la signora Di Piazza ha affermato: “Ho un cuore e una condanna all'ergastolo è certamente qualcosa di pesante. Ho umanità, anche se lui non ne ha avuta per mia figlia".

"Giusto epilogo di una drammatica vicenda giudiziaria"

Il collegio presieduto da Sergio Gulotta, che ha accolto pienamente le tesi del procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Chiara Capoluongo, ha disposto delle provvisionali per oltre 200 mila euro per i parenti della vittima, come primo risarcimento del danno patito. I giudici hanno deciso di far decadere anche la protesta genitoriale di Borgia, padre di tre figli. 

“È la sentenza che attendevamo, una decisione che rappresenta il giusto epilogo ad una drammatica vicenda giudiziaria e umana che ha visto spezzata la giovane vita, quella di Ana Maria, e segnare per sempre quella di sua madre e del figlio, rimasto orfano all'età di 11 anni”, è il commento dell’avvocato Coppolino. “La pena inflitta è giusta ed equa e deve servire da monito anche se la violenza di genere non può essere contrastata unicamente con strumenti repressivi e punitivi. Occorre una mobilitazione culturale che scuota e informi le coscienze al rispetto della vita in sé e della donna in particolare, nella sua dignità e integrità".

Fonte: PalermoToday →
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