Lunedì, 27 Settembre 2021

La storia di Sara: aveva sposato il suo assassino per "salvarlo"

La 19enne uccisa ad Albino avrebbe sposato il 25enne Amine per regolarizzare la posizione di lui, clandestino. Dopo la separazione, il ragazzo aveva perso il permesso di soggiorno

La vittima, Sara El Omri

ALBINO (BERGAMO) - Emergono nuovi, incredibili dettagli sul delitto di Sara El Omri, la 19enne uccisa a coltellate dal marito. L’uomo, il 26enne marocchino Amine El Ghazzali, è stato arrestato insieme alla sua amante, una 16enne di Locarno, incinta al sesto mese di gravidanza. Come ricostruito dal Corriere della Sera, citando gli investigatori, il matrimonio tra Sara, disabile, e Amine sarebbe stato di pura convenienza, per far ottenere al ragazzo il permesso di soggiorno. Amine voleva il divorzio, per poter stare con la 16enne. Dopo la separazione tra Sara e Amine, la Questura aveva revocato il permesso di soggiorno al 25enne che, “tornato clandestino e col desiderio di costruirsi un futuro in Canton Ticino, ha trasformato la sua storia d’amore in una storia di sangue”.

IL MATRIMONIO DI CONVENIENZA - I due si erano conosciuti su Facebook un mese prima del matrimonio, celebrato a Cene nel gennaio 2014. La zia di Amine abitava nella stessa palazzina degli El Omri, che hanno altri due figli: un ragazzo di 15 anni e una bimba di 5. Scrive il Corriere: “Il giovane aveva bisogno di regolarizzare la sua posizione. Sara aveva una storia difficile e, alle spalle, un periodo trascorso in una comunità protetta, lontano dai genitori (anche il fratellino è ospite in una struttura)”. A sostegno della tesi del matrimonio di convenienza l’analisi dei due profili Facebook di Amine, uno fermo al settembre 2013 con il quale Sara sarebbe stata “agganciata” e un altro, aggiornato a lunedì scorso, nel quale Sara “la sposa vera, era invisibile”, mentre trovava spazio la 16enne di Locarno, “che in Facebook porta il cognome El Ghazzali, come se fosse lei la moglie”: “tutto pubblicato, tutto alla luce del sole”.

LE INDAGINI CONTINUANO - Ancora in corso le indagini per definire i ruoli del delitto. Gli investigatori propendono per la premeditazione, “anche se di certo la coppia non aveva pianificato la fuga”. Amine avrebbe sostenuto una versione che appare poco credibile: il coltello l’aveva Sara. La minorenne svizzera, intanto, si trova nel centro di prima accoglienza del carcere Beccaria di Milano in attesa, come Amine, dell’interrogatorio di convalida per omicidio volontario in concorso. Il suo avvocato ha incontrato la sorella 26enne e il cognato. Scrive il Corriere: “Il padre si è rifatto una famiglia, la madre ha problemi psichici. La ragazzina risiede con quest’ultima. Amine aveva intenzione di trasferirsi da loro. Bazzicava in casa da tempo. Anche la sorella lo conosce”. 

Fonte: Corriere della Sera →
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