Giovedì, 25 Febbraio 2021
La tragedia / Australia

La donna che ha ucciso i suoi tre figli

Ha tolto la vita ai suoi tre piccoli di sette, cinque e tre anni. Secondo i vicini era una madre amorevole. Aveva lasciato il lavoro da tre mesi

Un omicidio-suicidio. A realizzarlo sarebbe stata la madre. È questa l'ipotesi formulata dalla polizia di Victoria, a nord di Melbourne, sul caso dell'uccisione di tre bambini. A togliere la vita a Claire, sette anni, Anna, cinque e Matthew, tre, sarebbe stata la madre Katie Perinovic prima di togliersi la vita. I fatti si sono verificati nella loro casa di Tullamarine dove sono stati ritrovati i corpi di tutte le vittime del gesto della donna. A giungere a questa conclusione è stata la squadra omicidi che ha rilasciato una dichiarazione sui fatti. Fatti che si sono verificati ieri dopo mezzogiorno quando è arrivata la chiamata al numero d'emergenza. A farla è stato il padre dei bambini e marito della donna che ha ucciso i piccoli.

La scoperta del padre 

L'uomo ha trovato i corpi di tutti i suoi cari senza vita e ha chiamato il triplo zero in preda alla disperazione. È stato poi interrogato ma gli investigatori si sono subito accorti che non c'entrava nulla in quella drammatica vicenda. Lo hanno infatti rilasciato senza formulare ai suoi danni nessuna accusa. Come il 48enne, per la sezione omicidi non ci sono altri responsabili del fatto. Nessuno da cercare. È stata la donna. Secondo la sua migliore amica negli ultimi tempi si era chiusa in se stessa. Impressione che aveva avuto anche la vicina Marie Groves. La Perinovic aveva partecipato a una festa insieme ai figli a casa della donna che però aveva notato come fosse insolitamente triste e silenziosa. Una sensazione che hanno avuto anche altre mamme che hanno partecipato alla festa per bambini. La vicina ha poi ricordato i piccoli come “i bambini che ogni genitore voleva avere. E della madre ha detto che li portava spesso in biblioteca dove leggeva per loro.

Era una madre amorevole 

Una madre amorevole che rende ancora più incomprensibile la ferocia del suo gesto. Una ferocia testimoniata dalla scena del crimine che è stata descritta come “raccapricciante” dalla polizia. L'unico movente plausibile per il delitto è che la donna fosse caduta in depressione. Secondo quanto raccolto dall'Herald Sun, la donna aveva lasciato il lavoro circa tre mesi fa. Da sette anni lavorava al Glenroy Physiotherapy Center ma aveva lasciato il posto. La vicenda ha lasciato senza parole un altro vicino, John Costantino. L'uomo ha dichiarato di aver chiacchierato con la donna la sera prima degli omicidi. Non aveva notato nulla di strano, come purtroppo si ripete spesso in questi casi. “Stavo annaffiando il giardino verso le 19 e 30 e lei è passata e sembrava felice e tutto il resto”, ha detto a The Age. “Mi ha chiesto cosa avrei fatto domani, ho detto: 'Potrei falciare il prato' e lei ha risposto 'sì, non sarà una giornata calda'”. Una normalissima conversazione tra vicini e tra loro nessuno immaginava questo epilogo così drammatico.

Fonte: Daily Mail →

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