Domenica, 28 Febbraio 2021
"Decisione obbligata" / Genova

Il dipendente contrario al vaccino allontanato da una Rsa: “A rischio così la salute dei più fragili”

“Questa sua decisione mi costringe a tenerlo lontano dagli ospiti eppure mi dispiace, è una persona altamente qualificata”, spiega il responsabile della struttura

“Non posso permettermi di mettere a rischio la salute di persone fragili”. Ubaldo Borchi, a capo della Rsa Valpolcevera a Pontedecimo (Genova), spiega così la decisione di allontanare uno dei dipendenti della struttura che ha rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anti covid.  “Nella nostra struttura due operatori non hanno ricevuto il vaccino - ha raccontato Borchi all’edizione genovese di Repubblica - Uno per motivi di salute, a causa di allergie, e un altro ha rifiutato la vaccinazione essendo contrario al vaccino”. Proprio quest’ultimo è stato allontanano dal lavoro, dice Borchi. Il dipendente “non si reca in residenza”.

“Questa sua decisione mi costringe a tenerlo lontano dagli ospiti eppure mi dispiace, è una persona altamente qualificata. Non posso permettermi però di mettere a rischio la salute di persone fragili”, conclude Borchi. 

Nella residenza per gli anziani anche una degli ospiti non sarà vaccinata:  la signora Amelia, 108 anni. Da qualche mese ha sconfitto il Covid e i sanitari hanno deciso per il momento di non immunizzarla, “contando intanto sulla sua ‘copertura’ conquistata sconfiggendo il virus’”, spiega Repubblica

"Aumentare la compotenente sanitaria nelle Rsa"

La struttura Valpolcevera per metà accudisce anziani (22 in tutto) e nell’altra metà - “indipendente e separata” - ospita pazienti Covid che vengono dimessi dagli ospedali ma non sono ancora in condizioni di poter tornare a casa, sebbene l’intensità di cura di questi pazienti non sia sempre bassa, come inizialmente previsto dai protocolli regionali. “Arrivano casi anche piuttosto impegnativi, che hanno bisogno anche di parecchi litri di ossigeno al minuto, ma per fortuna si stanno negativizzando – dice Borchi – dei 23, ne abbiamo dimesso parecchi e ora sono occupati ancora 12 posti”.

Boschi lancia un appello al sistema sanitario regionale per un aumento della componente sanitaria delle strutture di assistenza e residenza per anziani, con personale e strumentazione: “Bisogna ripensare le Rsa come presidi sanitari sul territorio, segmento fondamentale di una medicina territoriale diffusa che deve essere ricostruita e potenziata”. 

Fonte: Repubblica Genova →
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