Venerdì, 17 Settembre 2021

Musica in sala operatoria: suona la chitarra mentre lo operano al cervello

Nei giorni scorsi un musicista di 35 anni è stato operato al Molinette di Torino con la tecnica asleep-awake: le immagini incredibili 

Un frame del video di TorinoToday

Ancora un'operazione con la tecnica asleep-awake nel reparto di Neurochirurgia universitaria all'ospedale Molinette di Torino: nei giorni scorsi un 35enne musicista ha subito un intervento al cervello mentre era sveglio e mentre suonava brani alla chitarra acustica e al tamburello per permettere ai chirurghi di non intaccare le sue abilità creative e di improvvisazione musicale. 

Musica in sala operatoria a Torino: suona la chitarra mentre lo operano al cervello

Il giovane, polistrumentista e compositore della una nota band torinese 'La stanza di Greta', vincitrice nel 2017 della Targa Tenco per la migliore opera prima - riferiscono dalla Città della Salute del capoluogo piemontese - era portatore di un'estesa neoformazione a livello del lobo temporale e insulare destro del cervello. L'équipe di Neurochirurgia dedicata all'awake surgery ha pianificato l'intervento in accordo con il paziente, in collaborazione con gli specialisti dell'Anestesia e Rianimazione 2 ospedaliera diretta da Roberto Balagna, e dei professionisti della Psicologia clinica e oncologica universitaria diretta da Giuliano Geminiani.

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Come mostrano le immagini di TorinoToday, dopo una prima fase in narcosi, durante la quale è stato eseguito l'accesso chirurgico, l'uomo è stato risvegliato in sala operatoria dove si è proceduto con il brain mapping al fine di identificare un'area corticale 'safe' da cui iniziare ad aggredire la lesione. Durante la mappatura il paziente ha alternato alla testistica classica, somministrata dalla neuropsicologa, momenti di improvvisazione ed esecuzione di brani musicali con l'ausilio di chitarra acustica e tamburello a mano. Il monitoraggio, si legge in una nota, è proseguito anche durante l'exeresi tumorale (asportazione, ndr) secondo i criteri della 'maximal safe resection'. "Durante tutta la procedura e al termine - riportano i sanitari - il paziente non ha riportato alcun deficit e il controllo Tc post operatorio ha dimostrato il buon esito" dell'operazione".

Fonte: TorinoToday →
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