Il senso materno dell'orca assassina

Nel 2018 Tahlequah ha commosso il mondo cullando nel mare il figlio morto per 17 giorni. Ora è di nuovo mamma

Per 17 giorni portò con sé suo figlio morto. Non voleva lasciarlo andare via. La sua storia commosse il mondo nel 2018. Protagonista l'orca Tahlequah che di “mestiere” dovrebbe fare l'orca assassina ma che in realtà in quell'occasione dimostrò tutto l'affetto di cui può essere capace una madre. Dopo quel lutto, l'orca ha finalmente dato alla luce un nuovo piccolo. Lo scorso 4 settembre, all'età di 21 anni, l'orca ha partorito un figlio chiamato dai ricercatori “J57”. Il parto è avvenuto nello stretto orientale di Juan de Fuca negli Stati Uniti. Secondo una prima analisi del Whale Research Center sia la madre che il figlio stanno bene. Il piccolo nuota vicino alla madre ed è in ottima forma. “J57” è il secondogenito dell'orca. Nel 2010 ha partorito il suo primo figlio, “J47” che che i ricercatori hanno chiamato anche “Notch”.

Il parto del 2018

Ma a sconvolgere l'opinione pubblica fu il parto del 2018 quando diede alla luce un figlio morto. La paura degli esperti è che il triste evento si sarebbe potuto ripetere anche con questa gravidanza che invece si è conclusa nel migliore dei modi. Adesso la sfida è dare abbastanza cibo al neonato per farlo crescere in salute e preservare la specie. Ogni gravidanza è in questi casi un piccolo evento. “Ci auguriamo che la gente sull'acqua possa dare ai residenti del sud molto spazio per il foraggio in questo momento importante. Con una popolazione così piccola, ogni nascita riuscita è estremamente importante per il recupero” hanno detto gli esperti di conservazione del Sealife Response, Rehabilitation and Research che si occupano proprio di salvaguardare l'ecosistema marino. Stando agli ultimi avvistamenti, Tahlequah ha lasciato gli Stati Uniti per spostarsi nelle acque del Canada. I ricercatori hanno deciso di interrompere le osservazioni lasciando che proseguisse libera nel suo viaggio tra le acque.

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Il figlio nato morto 

L'orca divenne famosa nel 2018 quando portò suo figlio nato morto per 17 giorni e per oltre mille miglia nelle acque del mar Salish al largo dello Stato di Washington. Un'immagine che testimoniava il dolore di una madre anche tra la specie animali. In realtà a preoccupare i ricercatori era anche la situazione difficile che si trovano a vivere le orche all'interno del Pacifico. In realtà è stato realizzato uno studio proprio per valutare lo stato di stress che subiscono gli animali nell'oceano. A realizzarlo furono l'ecologo della popolazione John Durban della Southall Environmental Associates e l'esperta di mammiferi marini Holly Fearnbach di SR3 che si concentrarono sulle orche in visita a Puget Sound. Il risultato del loro lavoro è che gli animali subiscono un forte stress a causa della mancanza di cibo. In particolare a mancare è il salmone che provoca problemi agli animali in preda alla fame. Inoltre i rumori dei sottomarini e l'inquinamento sembra stiano incidendo sulla capacità di caccia dell'orca che è basata sulle onde sonore. “Ci sono balene stressate là fuori, stressate in modo critico”, ha dichiarato il dottor Fearnbach al Seattle Time lanciando un preoccupante allarme sulla situazione.

Fonte: Daily Mail →

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