La nuova frontiera della stampa 3D: ricostruito l'orecchio a un bambino affetto da microtia

Chirurghi e ingegneri in sala all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove un 13enne ha potuto per la prima volta vedersi con le orecchie

Foto della Fondazione Meyer (da Facebook)

Una stampante 3D ha consentito ai chirurghi dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze di ricostruire da zero l'orecchio di un bambino. È la storia di un paziente 13enne, toscano, affetto da microtia, una malformazione congenita rara che porta all'assenza di sviluppo dell'orecchio esterno.

Il chirurgo plastico del Meyer che lo ha operato ha potuto ricostruire l'orecchio a partire da una piccola porzione di cartilagini costali prelevate dal bambino dando loro la forma dell’orecchio grazie a modelli stampati in 3D.

Quello appena eseguito al Meyer è il primo intervento in Italia che si avvale di questa tecnologia: in sala oltre al team di chirurghi guidati dal dottor Flavio Facchini, erano inoltre presenti alcuni ingegneri del laboratorio T3Ddy.

L'intervento ha richiesto una lunga preparazione prima di arrivare in sala. Innanzitutto, la forma esatta delle cartilagini del bambino con le quali ricostruire l'orecchio è stata acquisita mediante tac. A quel punto, grazie ad un software di ultima generazione, è stata stampata in 3D una copia delle cartilagini: da questo modello tridimensionale si è potuta vedere al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare. Poi, per definire con la massima precisione possibile che forma avrebbe avuto un orecchio “naturale” del bambino, è stato preso a modello un orecchio della mamma del piccolo: grazie a scansioni 3D, il team ne ha riprodotto il modello tridimensionale. L'orecchio è stato stampato in tutte le sue parti e, una volta in sala, è stato fondamentale per plasmare le cartilagini ottenendo un orecchio esteticamente uguale a quello vero.

Il piccolo paziente tra qualche mese, verrà sottoposto ad un secondo intervento per ricostruire con la stessa tecnica anche il secondo orecchio: "Per un bambino con una malformazione che era così evidente, il recupero estetico acquista una grande valenza psicologica e sociale - racconta il dottor Facchini - lui non aveva problemi di udito ma la malformazione gli creava grande disagio".

Adesso ci sono altri 6 bambini in attesa dello stesso intervento, e le prospettive sono incoraggianti.

Fonte: meyer.it →

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