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Sabato, 4 Dicembre 2021

Ostia, la pace tra clan è finita: "Ma l'esercito non serve"

RomaToday racconta la rottura della pax tra clan e la lotta per il controllo del business criminale. Gli inquirenti stanno indagando sugli ultimi fatti di Ostia. Vasta operazione delle forze dell'ordine dalla mattina di martedì

"La mafia di Ostia è più vicina alla camorra, anche se alcuni dei gruppi di quel territorio sono di estrazione siciliana". Parole di Franco Roberti, magistrato, ex Procuratore Nazionale Antimafia, a Radiouno. "Ci sono gruppi mafiosi stanziali che coesistono in una situazione di precario equilibrio, di "pax mafiosa", fino a quando, come si sta registrando in questo momento, non si rompa questo equilibrio e allora cominciano a sparare".

Lorenzo Nicolini su RomaToday racconta la rottura della pax tra clan e la lotta per il controllo del business criminale. Gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Roma stanno indagando sugli ultimi fatti che sono avvenuti ad Ostia. A cominciare dalla gambizzazione di un esponente della famiglia Fasciani e passando per le sparatorie nel cuore del feudo dei Fasciani.

Alle 8 di martedì mattina è iniziato un vero e proprio blitz di Polizia, Carabinieri e Finanza ad Ostia Nuova. Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, coordinati dall'alto da un elicottero, hanno setacciato l'area tra via Umberto Cagni, via Antonio Forni, via Guido Vincon, piazzale Lorenzo Gasparri e l'Idroscalo. Un elicottero ha sorvolato i cieli di Ostia per diverse ore. Contemporaneamente la Polizia del X Gruppo Mare è impegnata in un'operazione di street control sul lungomare. Sequestrate dosi di droga e anche un quantitativo di armi.  Polizia, Carabinieri e Finanza voglio fare sentire, ai clan, la loro presenza sul territorio (le foto del blitz su RomaToday)

Sul litorale sono in arrivo più forze dell'ordine ma non l'esercito come ha sottolineato anche il capo della polizia, Franco Gabrielli: "Ringrazio sempre l'esercito per lo straordinario contributo che offre al complessivo sistema di sicurezza nazionale, ma non è una risposta. Le risposte le devono dare primariamente le forze di polizia".

Sembra tornata quella guerra che insanguinò il litorale. Era il novembre del 2011 quando furono uccisi due pregiudicati della zona, Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, conosciuti negli ambienti della mala come 'Baficchio' e 'Sorcanera'. 

Tre giorni fa qualcuno ha sparato cinque colpi sulla porta blindata di Silvano Spada, cugino di Roberto, finito in carcere di massima sicurezza in Friuli per la violenza con metodo mafioso sul giornalista Rai Daniele Piervincenzi e l'operatore Edoardo Anselmi. Sempre nella tarda serata di sabato ci sono stati colpi di spranga, calci e pugni sulla porta di casa di Giuliano Spada, fratello di Silvano. L’ipotesi di ritorsioni incrociate non sembra solo una speculazione. 

Le recenti elezioni amministrative, le azioni contro la sede del Pd e gli incendi ai cassonetti potrebbero aver contribuito a complicare il quadro. Chi indaga attende gli accertamenti tecnici sulle armi usate e sui bossoli che sono stati repertati. Gli ingredienti su cui procedono i magistrati sono molti. Oltre alle porte crivellate ci sono gli avvertimenti, gli interessi illeciti delle famiglie diventate clan, il racket case popolari, il gioco e le scommesse, i soldi della droga e della prostituzione così come il riciclaggio. Non si esclude nulla nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio.

Il possibile squilibrio nel puzzle criminale potrebbe essersi creato all'indomani dell'arresto di Roberto Spada. Uno dei sospetti è che dietro gli agguati ci siano gli ex rivali degli Spada, scalzati dal loro potere in passato. Qualcuno si starebbe così approfittando della difficoltà degli avversari per vendicarsi. 

Fonte: RomaToday →
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