Domenica, 16 Maggio 2021

Il Pakistan espelle Save the Children: "Sono spie degli Usa"

Islamabad ha dato una settimana di tempo agli stranieri dell'Ong per lasciare il paese

Il Pakistan contro Save the Children: Islamabad accusa l'organizzazione umanitaria di essere stata utilizzata come copertura dagli Stati Uniti per spiare e rintracciare Osama bin Laden, e ha dato agli stranieri che vi lavorano una settimana di tempo per lasciare il paese

Il governo degli Stati Uniti e Save the Children hanno sempre negato qualsiasi rapporto tra Cia e l'organizzazione umanitaria, ma i funzionari pakistani sono ormai fermi sull'espulsione.

Le "prove" dell'azione di spionaggio starebbero, sostiene il Pakistan dalla confessione, dopo il suo arresto, di Shakil Afridi, medico di stanza al confine con l'Afganistan e agente dell’Isi, uno dei servizi di intelligence di Islamabad.

Afridi è stato accusato di aver creato una finta campagna di vaccinazione nella zona di Abbottabad, per cercare di individuare la posizione esatta di Osama Bin Laden, prelevando prelevare campioni di sangue agli abitanti delle case dove poteva nascondersi il leader di Al Qaida, per confrontarli con i campioni di Dna in possesso dalla Cia.


Save the Children ha dichiarato di «non aver mai consapevolmente assunto persone legate alla Cia e che il dott. Afridi non è mai stato un impiegato dell'organizzazione, non ha mai ricevuto uno stipendio da loro, e che la stessa, non ha mai eseguito programmi di vaccinazione ad Abbottabad».

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