Giovedì, 3 Dicembre 2020

La versione di Savona: "Ho subito un grave torto, non avrei messo in discussione l'euro"

Il professore dice la sua dopo la crisi istituzionale: "Dal presidente della Repubblica veti infondati"

Paolo Savona

"Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio Comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti". Lo afferma il professore Paolo Savona, in un comunicato pubblicato da Scenari economici.

Savona: "Non avrei messo in discussione l'euro"

Savona sostiene tra le altre cose che da ministro non avrebbe "mai messo in discussione l’euro, ma avrei chiesto all’Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall’interno di tutti i paesi-membri; aggiungo che ciò si sarebbe dovuto svolgere secondo la strategia di negoziazione suggerita dalla teoria dei giochi che raccomanda di non rivelare i limiti dell’azione,perché altrimenti si è già sconfitti, un concetto da me ripetutamente espresso pubblicamente. Nell’epoca dei like o don’t like anche la Presidenza della Repubblica segue questa moda".

"L'euro è stato mal costruito per colpa della miopia dei tedeschi"

Savona poi cita estesamente un articolo di Wolfgang Münchau sul Financial Times. "Nel suo commento - spiega il Professore - egli analizza come deve essere l’euro per non subire la dominanza mondiale del dollaro e della geopolitica degli Stati Uniti, affermando che la moneta europea è stata mal costruita per colpa della miopia dei tedeschi. La Germania impedisce che l’euro divenga come il dollaro 'una parte essenziale della politica estera'". 

Il ministro mancato sottolinea poi che "il 28 e 29 giugno si terrà un incontro importante tra Capi di Stato a Bruxelles":

"chi rappresenterà le istanze del popolo italiano? Non potrà andarci Mattarella, né può farlo Cottarelli. Se non avesse avuto veti inaccettabili, perché infondati, il Governo Conte avrebbe potuto contare sul sostegno di Macron, così incanalando le reazioni scomposte che provengono dall’interno di tutti indistintamente i paesi-membri europei verso decisioni che aiutino l’Italia a uscire dalla china verso cui è stata spinta".

Fonte: Scenari economici →
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