Giovedì, 4 Marzo 2021

Frustava i figli con la cintura e minacciava la moglie con il coltello: papà orco a processo

L'uomo, un tunisino di 52 anni, è stato denunciato dalla moglie e dalla figlia dopo 18 anni di sevizie e torture. Una storia dell'orrore iniziata nel 2000 nel quartiere di Arcella, a Padova

Foto di repertorio

Un incubo durato 18 anni, dal 2000 al 2018, in cui un marito e padre orco era solito frustare i tre figli e costringere la moglie ad avere rapporti sessuali anche quando era in gravidanza. Un orrore che arriva dal quartiere di Arcella, a Padova, dove la donna, un'italiana di 44 anni, è riuscita a trovare il coraggio, insieme alla figlia, di denunciare l'incubo che viveva da quasi 20 anni all'interno delle mura domestiche. 

Come racconta Marco Aldighieri sul Gazzettino, le indagini condotte dagli uomini della Squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Roberto D’Angelo, hanno permesso di incriminare lo straniero per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni private e violenza sessuale. Il processo, davanti ai giudici del Tribunale collegiale è già iniziato, e la scorsa settimana ha testimoniato in aula una delle figlie. 

I racconti di mamma e figli hanno letteralmente scioccato la giuria. Quando l'uomo, un tunisino di 52 anni, tornava a casa la notte, spesso dopo aver “alzato il gomito” svegliava i figli di 18, 12 e 10 anni, li costringeva ad inginocchiarsi con il viso rivolto verso il muro, per poi frustarli con la cintura dei pantaloni. Se la mamma osava intervenire in loro difesa, l'uomo si accaniva anche su di lei, arrivando anche a minacciare di appiccare il fuoco in casa, colpendola con qualsiasi oggetto si trovasse tra le mani, da una sedia al cellulare. Ma l'incubo non finisce certo qui: il 52enne, armato di coltello, era anche solito minacciare la moglie per avere dei rapporti sessuali, anche quando la donna era incinta. In caso di resistenza, partivano le botte. Il medesimo trattamento riservato ai figli, quando qualcuno di loro osava opporsi alle sue torture.

Finalmente, dopo 18 anni di agonia, la 44enne è riuscita a denunciare l'uomo, che oltretutto non lavorava e la costringeva a 'girargli' lo stipendio percepito dalla donna, che poi spendeva nei bar della città. Due anni fa, nel 2018, la decisione di denunciare tutto, che poi ha dato il via alle indagini, che hanno a loro volta portato al processo: il tunisino è stato raggiunto da provvedimento restrittivo di allontanamento da casa e dai luoghi frequentati dalla moglie e dai figli. La prossima udienza è prevista per il 12 di novembre. 

Fonte: Il Gazzettino →
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