Sabato, 27 Febbraio 2021
Palermo

I parenti aspettano in chiesa, ma la bara non arriva: "Il funerale di mia zia è saltato per una firma del Comune"

La vicenda a Palermo. Il racconto del nipote della donna: "Ci hanno detto che non c'era l'autorizzazione". Ma il disguido sarebbe stato causato dalla "penuria" di dipendenti addetti alla pratica delle tumulazioni

Foto di repertorio

Amici e parenti erano in chiesa, in attesa della bara, per darle un ultimo saluto, ma la salma della donna era ancora bloccata all’ospedale Ingrassia per una firma mancante dell'ufficio servizi cimiteriali. A raccontare l'incresciosa vicenda, avvenuta a Palermo, è il nipote della donna, Enrico: "Ci hanno detto che non c'era l’autorizzazione del Comune - dice a Riccardo Campolo di PalermoToday - e il direttore sanitario non voleva assumersi questa responsabilità. Il motivo? Pare che per ora manchino molti dipendenti comunali che lavorano negli uffici interessati per il momento ci sarebbe un solo impiegato".

Insomma, il disguido sarebbe stato causato dalla penuria d’impiegati comunali causata dall’applicazione della sospensione per i lavoratori coinvolti nell’inchiesta per assenteismo di inizio dicembre.

Non bastasse il dolore per la morte di una persona cara, i familiari della donna dovranno vedersela anche con la burocrazia . "Mia zia aveva 77 anni ed è venuta a mancare domenica - racconta ancora il nipote - dopo un mese di ricovero seguito a un intervento. In accordo con l’agenzia funebre, che si occupa anche delle pratiche, avevamo programmato il funerale per questa mattina. Adesso non sappiamo cosa fare, visto che sino ad ora non è stato possibile trovare una chiesa per celebrare la messa. Non ci è stata prospettata alcuna soluzione, nonostante avessimo un regolare permesso per la tumulazione".

PalermoToday ricostruisce la vicenda nel dettaglio.

“La domanda è: com’è possibile che una macchina amministrativa già rodata come quella del Comune di Palermo non sia riuscita ad evadere una pratica del genere per tempo? Il problema è legato all’inchiesta condotta da carabinieri e polizia municipale sotto il coordinamento della Procura. Il 4 dicembre infatti è stata eseguita un’ordinanza firmata dal gip che ha disposto, per 18 dei 55 indagati, l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per 38 dei 55 indagati per falsa attestazione di presenza in servizio e truffa ai danni dell’Amministrazione (poco più di un terzo rispetto al numero totale dei comunali che lavorano per i servizi cimiteriali) è scattata anche la sospensione senza stipendio. Si tratta di 7 lavoratori del Coime e di altri 31 del comparto comunale".

Tra i dipendenti sospesi ci sono tre (su un totale di quattro) ufficiali di stato civile che, negli uffici di via Lincoln, si occupavano fra le altre cose delle pratiche per le tumulazioni. Dipendenti che per adesso nessuno avrebbe rimpiazzato. 

Fonte: Palermo Today →
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