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Martedì, 25 Giugno 2024

I partiti in crisi non possono fare a meno dei soldi pubblici

Il filosofo Massimo Cacciari interviene nel dibattito sul finanziamento pubblico ai partiti

Se i nostri partiti intendessero seriamente affrontare il problema del finanziamento pubblico, sul quale stanno realizzando il miracolo di raggiungere il "grado zero" di fiducia e di credibilità, lo risolverebbero in mezz'ora.
Basterebbe una regola semplice semplice: garanzia di assoluta trasparenza nel sostegno da parte dei privati. Ovvero: Tizio finanzia il partito Caio, tutti lo sanno e tutti sanno anche che il partito Caio sarà perciò condizionato dagli interessi di Tizio. Nessuno scandalo: i partiti sono "parte", infatti, e mai l'intero. Attenzione però: se qualcuno "becca", incassa quattrini, senza dichiarare, gli si chiude la baracca.

E' questa l'opinione del filosofo Massimo Cacciari, espressa oggi su L'Espresso.
Una posizione "all'americana", che rispetta il carattere di "parte" ma anche il ruolo speciale che la Costituzione riserva ai partiti.

I partiti non sono e non devono in alcun modo essere considerati organi dello Stato. Essi devono, o meglio dovrebbero, concorrere a determinare la politica nazionale. E con metodo democratico. Che cosa vuol dire? Soltanto il divieto all'eversione? E' un pericolo ormai fuori moda... Credo che il dettato costituzionale vada piuttosto inteso così: con procedure democratiche al proprio interno, attraverso l'assoluta pubblicità di tutti i loro atti politici e amministrativi

Peccato però che i partiti si vogliano, soprattutto economicamente, fare "Stato". Ma perchè?

Partiti con militanza attiva ridotta ai minimi termini e costretti dalle "leggi" attuali del mercato politico a costi crescenti di organizzazione e promozione, non possono rinunciare alla sicurezza del finanziamento pubblico.

La citazione finale del Cacciari-pensiero la vogliamo trarre dall'illuminante abstract che accompagna l'articolo nell'edizione online del settimanale.

Il problema è che meno hanno consensi, più hanno bisogno di soldi e più prendono soldi meno hanno consensi. E non se ne esce, se non azzerando tutto

Fonte: L'Espresso →
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