Sabato, 23 Ottobre 2021

Abusi e matrimoni combinati, vent'anni di violenze tra i silenzi di un intero paese

Ridotte al silenzio dal pastore evangelico con la minaccia di far "piovere su di loro" sciagure e morte. A Sant'Andrea di Conza, tra ignoranza e credenze religiose, le denunce non hanno mai travalicato la natura di chiacchiericcio da paese. Ora parla il legale delle vittime

Sant'Andrea di Conza è un piccolo paesino campano di poco più di mille anime in provincia di Avellino: qui, per quasi vent'anni, una terribile verità veniva bisbligliata di bocca in bocca, ma mai svelata pubblicamente, fino alla scorsa settimana quando un pastore evangelico di 85 anni è finito sul registro degli indagati per violenza sessuale e riduzione in schiavitù.

Avellino Today ha intervistato l'avvocato Danilo Iacobacci, legale di due vittime.

Come ricostruisce il legale le denunce depositate dalle sue assistite presso la stazione dei Carabinieri, inizialmente non avevano prodotto alcun riscontro poiché le donne, pur raccontando i fatti, non erano riuscite a far emergere la gravità delle violenze cui erano state vittime. 

Come è stato possibile che una pratica di questo tipo potesse protrarsi per quasi vent'anni? 
"La mia idea è che, la situazione, si fosse in qualche modo “normalizzata”. Le donne – leggendo gli atti di indagine – pare venissero continuamente minacciate e impaurite e, tra le minacce che sono emerse, c'era anche l'intimidazione di ricevere sciagure e morte. L'abilità di quest'uomo era nel riuscire a sfruttare i fatti nefasti che realmente accadevano, per cause naturali come ovvio che sia in quasi vent'anni di tempo. Ovviamente, una morte per vecchiaia o malattia, non può essere imputata alla volontà di un santone ma, in questi casi, l'ignoranza o la fede giocano un ruolo fondamentale nel convincimento della persona". 

"Le prove che scaturiscono da dichiarazioni "tutte conformi e non contraddittorie" paiono essere moltissime – spiega il legale –  Tantissime vittime ascoltate, anche più delle 5 o 6 che sono oggetto del procedimento portato avanti dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli.

Le prove delle violenze: le malattie contratte durante i rapporti sessuali

Una donna, leggendo gli atti, sembre rimasta sterile. Un'altra, invece, si è vista l'utero asportato. Sono dati documentali -spiega il legale delle vittime ad Avellino Today - Dal punto di vista processuale possiamo solo augurarci che sia il processo napoletano e sia quello avellinese comincino presto". 

Fa discutere anche il ruolo dei mariti delle vittime: nessuno pare sapesse davvero nulla.

"Tutti i mariti con cui ho parlato o, almeno, quelli delle donne che ho seguito, non sapevano davvero nulla - spiega l'avvocato Iacobacci - A parte l'unico che, ovviamente, ha sentito la confessione della moglie dopo tempo.

Non solo violenze. Il pastore imponeva alla piccola comunità campana dei matrimoni combinati.

"Pare che il Pastore imponesse sovente dei matrimoni - spiega ancora Iacobacci - Parrebbe che all'interno della comunità, sceglieva gli uomini che potevano essere abbinati". 

Due procure, due processi

Sul caso del pastore evangelico oggi 85 anni indagato due procure: per la riduzione in schiavitù il tribunale di Napoli si è opposto alla richiesta di archiviazione, mentre sulle violenze sessuali è competente la Procura di Avellino.

"Nel momento in cui hanno saputo che la richiesta di archiviazione era stata rigettata, piangevano di gioia e mi hanno fatto profondamente commuovere. Era una liberazione per loro. Sono state capite, per la prima volta, dopo quasi vent'anni. Loro sono consapevoli di quanto fosse difficile ricostruire un reato dopo vent'anni e, questo, ha riacceso la loro speranza".  

Fonte: AvellinoToday →
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