Pedofilia, bufera sulla Chiesa australiana: "Hanno insabbiato migliaia di casi"

Australia sotto shock dopo la pubblicazione dei risultati della Commissione d'inchiesta. Più di 4mila casi segnalati, ma le accuse non sono state esaminate per decenni

Una serie infinita di abusi sessuali. Destano sconcerto i numeri rivelati da una Commissione d'inchiesta australiana sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Nonostante le tante segnalazioni per decenni non state fatte adeguate indagini. Sette preti su 100 dal 1950 a oggi sono stati accusati di pedofilia: 1900 sono quelli identificati come pedofili, mentre di 500 non è stata accertata l'identità.

Sono queste le conclusioni su un comportamento "scioccante e indifendibile", cui è giunta la Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse, che ha vagliato 4.444 casi di pedofilia denunciati nelle diocesi. Le violenze sono avvenute in un arco di tempo che va dal 1950 al 2010. Il governo australiano ha istituito una Commissione Reale nel 2012 dopo un decennio di pressioni crescenti affinché venissero avviate indagini su presunti abusi su bambini in tutto il Paese.

Gail Furness, il responsabile della Commissione: "I resoconti sono terribilmente simili, i bambini sono stati ignorati o peggio ancora puniti. Le accuse non sono state esaminate. Preti e religiosi semplicemente rimossi. Le parrocchie dove sono stati spostati non sapevano nulla del loro passato. Il segreto ha prevalso così come l'insabbiamento".

L'età media delle vittime è di 10 anni per le bambine e 11 per i bambini. Dei 1.880 presunti responsabili delle violenze, il 90 percento erano uomini. L'ordine St. John of God Brother è risultato il peggiore, con oltre il 40% dei membri accusati di abusi. La Commissione nel corso di anni di lavoro ha ascoltato migliaia di vittime delle violenze. Le indagini hanno avuto per oggetto la Chiesa ma anche le scuole, gli orfanotrofi, l'esercito, le associazioni giovanili e i club sportivi.

"Queste cifre sono scioccanti, tragiche, indifendibili", ha dichiarato Francis Sullivan, capo del Truth, Justice and Healing Council della Chiesa australiana: "Questi dati, sommati a tutto quello che abbiamo sentito in questi ultimi quattro anni, non possono essere interpretati che in un solo modo: l'immenso fallimento della Chiesa cattolica d'Australia nel proteggere i bambini dagli abusi. In quanto cattolici, chiniamo umilmente il capo".

Il Vaticano segue da vicino i lavori della Commissione. L'inchiesta ha coinvolto anche il cardinale George Pell, ora prefetto dell'Economia in Vaticano, interrogato sulla presunta copertura di abusi su minori nello stato di Victoria negli anni Settanta.

Fonte: The Guardian →

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