Giovedì, 13 Maggio 2021
"Accuse aberranti" / Milano

Il dipendente comunale che adesca una bambina di 10 anni: ora è indagato per pedofilia

Il presunto pedofilo 60enne è stato scoperto da "Le Iene". La nota del comune di Castano Primo (Milano)

Un fermo immagine del servizio de "Le Iene"

I complimenti, i messaggi sul cellulare con toni sempre più espliciti e volgari, fino alle frasi e alle foto a sfondo sessuale. Il tutto inviato ad una bambina di 10 anni. Il presunto pedofilo, smascherato da un servizio mandato in onda martedì sera dalla trasmissione di Italia1 "Le Iene", è un 60enne dipendente comunale di Castano Primo, paese della città metropolitana di Milano, che adesso risulta indagato dalla procura.

Tutto è partito dalla denuncia della mamma della piccola, preoccupata dai messaggi ricevuti dalla bambina da parte dell'uomo. La donna ha allertato la giornalista de Le Iene. Così, gli autori del servizio hanno preso il cellulare della bambina e hanno continuato a messaggiare con il presunto pedofilo che, su Instagram prima e su WhatsApp poi, ha manifestato le sue vere intenzioni, arrivando addirittura a inviarle una foto dei suoi genitali. Dalla trasmissione hanno così chiesto aiuto alla polizia locale di Milano e gli agenti hanno fermato l'uomo, sequestrando il suo cellulare e il suo computer con il via libera della procura. 

Anche il comune di Castano Primo ha preso posizione sulla vicenda. "In merito al servizio televisivo del programma 'Le Iene' andato in onda il 16 marzo 2021 e alle successive notizie apparse sui social network e quotidiani online, il sindaco e l'amministrazione comunale intendono chiarire sin d'ora che la notizia ha sconvolto tutti, al di là di ogni sensazionalismo di sorta", si legge in una nota ufficiale.

"Le aberranti accuse mosse nel servizio televisivo non lasciano indifferenti e proprio per questo è necessario rispettare e tutelare il lavoro della magistratura. L'amministrazione comunale era all’oscuro del contenuto dell’indagine e ha già assunto in queste ore tutti i provvedimenti opportuni e necessari a tutelare i cittadini, l'ente e i servizi degli uffici", hanno annunciato dal comune, spiegando che il 60enne è stato sospeso dal lavoro in via cautelare. 

"Ulteriori provvedimenti verranno assunti rispetto al dipendente coinvolto che da oggi è interdetto dal servizio in attesa di definire il procedimento disciplinare in corso. Il comune e l'amministrazione sono a disposizione delle forze dell'ordine e dell’autorità giudiziaria al fine di addivenire nel più breve tempo possibile a fare chiarezza sulla vicenda, assicurando - conclude la nota - alla magistratura piena collaborazione e fiducia nell'alveo della legalità".

Fonte: MilanoToday →
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