Domenica, 25 Luglio 2021

Nonno Serafino umiliato dall'Inps: via la pensione (di 8 euro) da reduce di guerra

L'assurda vicenda di un ex alpino raccontata dal Corriere della Sera

L'Inps ha revocato la pensione di reduce di guerra a Serafino Preda, 95enne ex alpino con un passato alla fabbrica Legler in Val Brembana. Il signor Serafino, una scheggia di mina in una gamba e in un polmone come ricordo della disastrosa campagna di Russia nel 1942, non riceve più il mini assegno da 8 euro che l’Inps gli corrispondeva e che non gli corrisponde più perché quella maledetta scheggia deve per forza essere "scomparsa".

E' il Corriere della Sera a raccontare la storia, a partire dalla mancanza di spiegazioni, per finire all’inestricabile labirinto burocratico che ha fatto alzare bandiera bianca ai figli che, per una questione di principio, hanno tentato l’inutile via dei ricorsi. La sua pensione, oggi, si compone di tre voci: anzianità, reversibilità della moglie scomparsa, una piccola quota da ex combattente. "Quota che però viene cancellata a un certo punto, come nulla fosse".

La cifra contestata è irrisoria: 203,13 euro per il periodo che va da gennaio 2014 a novembre 2015, cioè 8,8 euro al mese. La raccomandata è del 2016, parla di maggiorazione per gli ex combattenti non spettante e comunica che sarà trattenuta dalla pensione. Serafino a questo punto si chiude nel silenzio per l’amarezza. «Non fatemi più dire nulla».
 

Fonte: Corriere della Sera →
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