Martedì, 19 Ottobre 2021

Pensioni: sette vie d'uscita dal lavoro nel 2021

L’anno prossimo sarà l’ultimo per Quota 100. Oltre alle pensioni anticipate ordinarie, restano le chance di opzione donna, Ape sociale, isopensione e contratto di espansione

Il Sole 24 Ore riepiloga oggi le sette vie d'uscita dal lavoro per andare in pensione nel 2021. L’anno prossimo sarà l’ultimo per Quota 100, ma oltre alle pensioni anticipate ordinarie, restano le chance di opzione donna, Ape sociale, isopensione e contratto di espansione. 

La riapertura, dopo un anno di inattività, del cantiere di riforma delle pensioni porterà i lavoratori a valutare le nuove e vecchie opportunità che saranno disponibili dal 2021. Nessuna delle misure che saranno già aperte, comunque, rivoluzionerà il sistema pensionistico attuale, lasciando quale via principale di accesso o la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata, che fino al 2026 manterrà “congelati” i requisiti di accesso di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne.

Per coloro che aspirano alla pensione anticipata e che contano su una dote di almeno 37 o 38 anni di contributi va sempre considerato che il nuovo riscatto di laurea agevolato, introdotto stabilmente dalla fine del gennaio del 2019, consente di guadagnare con un onere contenuto (poco più di 5.200 euro per ogni anno riscattato) un sostanzioso avvicinamento alla pensione anticipata:

Non bisogna però dimenticare che per chi è oggi vicino a pensione e ha studiato prima del 1996 questo “acceleratore” pensionistico sconta il prezzo tutt’altro che leggero di una totale conversione al metodo contributivo del proprio assegno pensionistico, con riduzioni che possono arrivare anche al 40% per chi aveva più anni di contributi già accumulati alla fine del 1995.

La proroga di opzione donna, che diverrà accessibile a chi matura i requisiti di età e di 35 anni di contributi entro il 2020, va nella stessa direzione: un ingresso a pensione che, finestra inclusa, consente alle lavoratrici di accedere non prima di 59 o 60 anni di età (rispettivamente per le dipendenti e le autonome), sempre al prezzo del sacrificio della conversione integrale al metodo di calcolo spesso meno conveniente e basato sui contributi effettivamente versati.

Nel dettaglio, le sette vie d'uscita dal lavoro nel 2021 sono: 

  • Ape Sociale: richiede la cessazione del rapporto di lavoro, 63 anni di età e un numero minimo compreso fra 30 e 36 anni di contributi più uno stato di bisogno;
  • Opzione Donna: rensione anticipata accessibile alle donne che maturano 58 anni di età e 35 anni di contributi effettivi, 59 per le autonome;
  • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne;
  • Pensione anticipata per i lavoratori precoci: accessibile fino al 2026 con 41 anni di contributi e 3 mesi di finestra per chi ha almeno 12 mesi di contributi accantonati prima dei 19 anni di età;
  • Quota 100: richiede almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi presso tutte le gestioni Inps;
  • Isopensione Fornero: consente alle aziende con più di 15 dipendenti di chiudere il rapporto di lavoro d’intesa con il dipendente e di accompagnarlo alla pensione di vecchiaia o anticipata;
  • Contratto di espansione: consente un prepensionamento di massimo 5 anni. Il datore di lavoro finanzia un assegno mensile pari alla pensione e versa in alcuni casi anche la contribuzione correlata
Fonte: Il Sole 24 Ore →
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