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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Pensioni d'oro: più di tremila euro al mese per 861mila italiani

Poco più di 860mila persone assorbono 45 miliardi di euro l'anno, il 17% della spesa totale, poco meno di quanto sborsato per i 7,3 milioni, il 44% dei pensionati, sotto i mille euro

ROMA - Si torna a parlare di pensioni d'oro, dopo la diffusione del bollettino dell'Istat. Nel 2011 il 5,2% dei pensionati nella fascia più "ricca" (oltre i 3mila euro al mese), pari a 861mila persone, hanno assorbito 45 miliardi di euro l'anno, il 17% della spesa totale, poco meno di quanto sborsato (51 miliardi, 19,2%) per i 7,3 milioni, il 44% dei pensionati, sotto i mille euro. Meno di un milione di italiani che, in termini di spesa pensionistica, vale quasi come più di sette milioni di persone, quasi la metà del totale. 

Forte è il divario tra donne e uomini: questi ultimi rappresentano il 76,3% dei pensionati over tremila euro al mese, quasi otto su dieci. Se si fa il confronto con l'anno precedente, sempre in base alle ultime tavole pubblicate dall'Istat a fine ottobre, si scopre che nel 2011, anche se il numero dei pensionati in Italia è diminuito di 38mila unità, il gruppo che percepisce più di tre milaeuro mensili è salito di 85mila (+10,9%), con un aumento della spesa di 4,6 miliardi di euro. 

In generale c'è una tendenza alla "migrazione" dei pensionati verso classi d'importo maggiore, spiegabile sia con la perequazione annuale, sia con il fatto che il valore medio delle nuove pensioni è maggiore di quello delle cessate. Infatti sempre nel 2011 si è verificata anche una diminuzione dei pensionati sotto i mille euro (di quasi 250 mila teste, -3,3%). 

Occorre ricordare come si stia parlando di pensionati e non di pensioni, e una persona può essere titolare di più trattamenti (pensioni di vecchiaia, invalidità, sociali e altro). La distribuzione dei pensionati per classe d'importo risente infatti della possibilità di cumulo di uno o più trattamenti sullo stesso beneficiario. Sempre nel 2011 risulta che quasi un quarto dei pensionati è destinatario di un doppio assegno. Probabilmente con il blocco dell'indicizzazione e gli altri cambiamenti che hanno toccato il mondo delle pensioni dalla fine del 2011 qualcosa oggi è cambiato, ma si tratta comunque di dati consolidati, riflesso di situazioni che permangono negli anni.

Fonte: Istat →
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