Mercoledì, 14 Aprile 2021

Pensioni, come cambia la Quota 100: finestre, paletti e cumulo

Per accontentare le richieste dell'Europa c'è bisogno di 'tirare la cinghia' sulle spese previste per il 2019: per questo motivo la riforma del sistema previdenziale potrebbe cambiare rispetto alla sua prima versione

Foto di repertorio

La Quota 100 continua a cambiare volto. La riforma del sistema pensionistico con il superamento della legge Fornero, fortemente voluto soprattutto dalla sponda leghista del Governo, sembra destinato a subire ulteriori modifiche rispetto alle promesse fatte durante la campagna elettorale. Nel braccio di ferro con l'Ue il vero nodo cruciale è proprio la riforma previdenziale, con Juncker e Moscovici che hanno chiesto degli accorgimenti sulla somma da investire sulle pensioni nel 2019 e negli anni successivi. Secondo i tecnici di Bruxelles, la cifra stimata sarebbe troppo elevata.

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Come riporta il Corriere della Sera, nel 2019 dovrebbero essere destinati alla Quota 100 circa 4,7 miliardi di euro, che diventeranno circa 8 l'anno per il 2020 e il 2021. Se davvero dall'anno prossimo si potrà andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, invece dei 67 anni previsti dalla norma attuale, il costo della misura potrebbe essere troppo elevato, come temono i tecnici dell'Ue. Per questo motivo, secondo il CorSera, verranno messi dei paletti sulle finestre in cui si potrà uscire dal lavoro con la nuova Quota 100: passano tre mesi dalla maturazione dei requisiti e l'effettiva uscita dal mondo del lavoro. Per chi lavora nel pubblico il preavviso dovrà essere di almeno sei mesi. 

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Un'altra novità dovrebbe essere quella del divieto di cumulo: nessuna somma tra redditi superiori a 5mila euro lordi l'anno e l'assegno della pensione. Allo stato attuale delle cose le persone che potrebbero usufruire dell'uscita dal lavoro con Quota 100 sono 360mila e circa l'85 per cento di questi farà richiesta di pensionamento. Se dovesse andare in porto ed essere approvata, la Quota 100 dovrebbe rimanere in vigore per un tempo limitato di tre anni, per poi lasciare spazio ad una nuova Quota 41. Ovviamente, il destino della riforma pensionistica è ancora un mistero: tutto dipenderà da come l'Europa recepirà le eventuali modifiche alla misura e quale sarà il testo definitivo della manovra. 

Fonte: Corriere della Sera →
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