Pensioni, "la legge Fornero non è stata cancellata"

"Quota 100 è propaganda, alimenta il rancore", dice l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero in un'intervista a La Stampa

"Mi chiede se la riforma Fornero è stata cancellata o no? Ma certamente no. Quota 100 è un provvedimento che contiene molta propaganda, come tutte le misure di questo governo; che sostanzialmente lascia immutata la legge, perché non la cancella ma neanche la modifica in alcune sue parti sostanziali". E' quanto sostiene in un'intervista a La Stampa l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, autrice delle regole previdenziali oggi in vigore.

Reddito di cittadinanza e in pensione con "Quota 100": il decreto

Pensioni, il paradosso di quota 100 (secondo Fornero)

Secondo Fornero, quota 100 serve "a dare un vantaggio ad alcune coorti di lavoratori, con un'ottica elettoralistica. E c'è anche un bel paradosso, a ben vedere. Come noto, se le persone troveranno non conveniente uscire con quota 100, la spesa sarà minore, e Salvini dirà che comunque per lui è stato un successo. Ma la maggiore o minore convenienza dipende dall'adozione del metodo contributivo, a partire dal primo gennaio 2012. Se si versano contributi più a lungo, si va in pensione più anziani; se vai via prima, la pensione sarà più bassa".

Pensioni e quota 41: la "promessa" del governo

Quanto alla 'promessa' della pensione dopo 41 anni di contributi del governo gialloverde, Fornero risponde: "Promettono in pratica di ripristinare le pensioni di anzianità, che sono state una grande stortura italiana, senza pensare a chi dovrà pagare questo ripristinato 'diritto acquisito'. Del resto questo governo non sembra avere nessuna considerazione per i vincoli di bilancio, visti anzi con molto fastidio: i soldi li trovino i tecnici, dicono, o si prendano in deficit. Ma così non si va certo lontano", conclude Fornero.

Pensioni, c'è una "trappola nascosta" in quota 100: la beffa è dietro l'angolo 

elsa fornero ansa-2

Per Vincenzo Colla, segretario confederale della Cgil, quota 100 "non dà risposta a chi ha un lavoro discontinuo". "Noi abbiamo molte perplessità su quel provvedimento - ha detto ai microfoni di "Radio anch'io" su Radio Rai1 -. Certo diremo sì però perché se c'è un lavoratore in più he va in pensione, bene, ma diciamoci la verità, dà una risposta a tempo determinato ai lavoratori che sono forti da un punto di vista contributivo, quelli dei settori pubblici e delle aziende più strutturate. Ma non dà nessuna risposta alla discontinuità del lavoro". "Se io cambio 3, 4, 5 lavori all'anno passano dei tempi e non ho la possibilità di avere una tenuta contributiva, di avere una pensione di garanzia garantita nel tempo", ha argomentato Colla ritenendo che "andava fatta un'operazione che desse la possibilità di progettare una pensione di garanzia rispetto al futuro. Non regge un sistema di welfare che non dà garanzia nel futuro".

Fonte: La Stampa →

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