Lunedì, 14 Giugno 2021

Quando le aziende anticipano la legge: "Viaggi di nozze per le unioni civili"

Diverse imprese, sia nel pubblico sia nel privato, si sono già mosse e hanno "precorso i tempi", predisponendo congedi parentali e permessi retribuiti anche per le coppie non sposate. “E’ un buon investimento: un dipendente felice produce di più”, dice Ivan Scalfarotto

Il percorso di cambiamento intrapreso dall’Italia sulle coppie di fatto è faticoso e il cammino da fare è ancora lungo. Mentre in Parlamento si lavora, si discute e - lentamente - si decide, le aziende si portano avanti e già da tempo si sono organizzate. Una tendenza che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato, come ricostruisce Il Corriere della Sera. Sono diverse, infatti, le aziende che hanno predisposto congedi parentali e permessi retribuiti per le coppie non sposate, anche omosessuali.

Le aziende, nel frattempo, pubbliche o private, stanno facendo quello che possono, e sono sempre di più. A marzo l’Atac, la municipalizzata dei trasporti romani, ha concesso 15 giorni di congedo matrimoniale all’autista gay di un suo bus dopo l’iscrizione nel registro delle coppie di fatto in Campidoglio: era successo anche a Palermo pochi mesi prima, stessa situazione. L’università di Bologna Alma Mater ha fatto altrettanto con tre diversi docenti 

Ma nella lista ci sono anche il Massimo di Palermo, primo teatro in Italia ad accordare permessi matrimoniali per nozze o unioni civili, Dhl, Ikea (che prevede pure permessi familiari per occuparsi di figli non biologici, basta presentare il certificato anagrafico di convivenza), Servizi Italia, Call & Call, Intesa San Paolo, Telecom, Almaviva. “Attendevamo da tempo che una legge ci aiutasse a tutelare i nostri dipendenti: purtroppo tarda ad arrivare. Così abbiamo precorso i tempi”, spiega Marina Irace, direttore delle risorse umane del Gruppo Almaviva, leader italiano nei servizi informatici alle grandi aziende, che da settembre concederà congedi straordinari retribuiti, equiparabili alla licenza matrimoniale, per gli iscritti al registro delle unioni civili o sposati all’estero. 

“Per le imprese è anzitutto un buon investimento, perché un dipendente felice produce di più, non si tratta semplicemente di una scelta ideologica, che pure è importante perché introduce ulteriori elementi di dibattito culturale. Il punto è che mentre una coppia eterosessuale può scegliere se sposarsi o no, una coppia omosessuale non ha scelta. Da un lato bisogna rimuovere una discriminazione, dall’altro adeguare ai nostri giorni l’istituto familiare. La legge non può tardare”, dice Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento e già fondatore di Parks-Liberi e Uguali, l’associazione di imprese al lavoro sui temi delle differenze e delle pari opportunità nelle aziende in cui la diversità viene considerata come un valore aggiunto. 

Fonte: Corriere della Sera →
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