Giovedì, 25 Febbraio 2021
Eravamo impreparati

La storia del piano pandemico italiano con il copia/incolla

Si complica il caso del rapporto pubblicato e poi rimosso dall'Oms. I magistrati di Bergamo vogliono sentire un funzionario "che non può parlare"

Francesco Zambon, il funzionario dell'Oms a cui il numero due in Europa dell'organizzazione, Ranieri Guerra, avrebbe chiesto di cambiare la data del piano pandemico italiano, era stato convocato dai pm di Bergamo per essere sentito come teste nell'ambito dell'indagine sulla gestione della pandemia nella provincia più colpita dal coronavirus. Come lo stesso Zambon ha più volte detto ai media sarebbe stata l'Oms a non avvisare il funzionario della convocazione (in quanto funzionario dell'Oms gode dell'immunità diplomatica)

I magistrati che indagano sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro, nel Bergamasco, e sulla riapertura dell'ospedale di Alzano chiuso dopo aver scoperto casi di Covid-19, vogliono capire se dirigenti e medici avevano delle direttive da seguire e se l'eventuale mancanza di queste direttive abbia inciso sulla diffusione del contagio.

Oggi in una intervista esclusiva concessa al quotidiano britannico Guardian, Francesco Zambon ha spiegato:

 "Quando ho ricevuto la prima convocazione" dalla Procura di Bergamo "l'ho segnalato all'ufficio legale dell'Organizzazione mondiale della sanità, che mi ha risposto dicendo che non potevo andare perché ero protetto dall'immunità. Ma io volevo andare, perché avevo qualcosa da dire".

Zambon, che lavora all'ufficio dell'Oms a Venezia nel suo impiego da ricercatore aveva redatto insieme a altri 10 colleghi un Rapporto sulla gestione della prima fase della pandemia in Italia, rimosso dal sito dell'Oms subito dopo la pubblicazione il 13 marzo.

Il rapporto sarebbe stato 'oscurato' per le pressioni dell'Italia, come ha svelato in diverse puntate 'Report', evidenziando la mancanza di un piano pandemico aggiornato nel nostro Paese

Ad essere ascoltato dai Pm è stato Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Oms, all'inizio di novembre, "ma i contenuti dell'udienza non sono stati divulgati". Per ascoltare gli altri, l'Oms ha fatto sapere che la Procura deve seguire i canali diplomatici, facendo richiesta attraverso il ministero degli Esteri. L'ultima convocazione a Zambon è del 10 dicembre, ma nuovamente il ricercatore non si è potuto presentare nonostante avesse richiesto il permesso all'Oms, racconta il Guardian.

Il piano pandemico del 2006 copia incollato fino al 2017

"Il Rapporto - spiega Zambon - non criticava il Governo italiano, ma evidenziava le criticità nella gestione della pandemia, partendo dalla premessa del vecchio piano pandemico, che è stato solo 'riconfermato' e non aggiornato nel 2017. Il team ha controllato a fondo questo aspetto e ha scoperto che tutti i piani successivi al 2006 erano stati semplicemente copiati e incollati, senza che una parola o anche una virgola fosse cambiata nel testo".

Dopo la rimozione dal sito, racconta il ricercatore al Guardian, "ho scritto disperatamente a tutti gli alti funzionari, compreso il direttore generale, avvertendo del pericolo" di quanto stava succedendo. Secondo Zambon, infatti, "la pubblicazione aveva un potenziale effetto salva-vita ed era in gioco la responsabilità e la credibilità dell'Oms, perché un conflitto di interessi personale veniva considerato più importante che condividere delle lezioni apprese dal Paese più colpito in quel momento" da Covid-19. Zambon si dice disponibile e pronto a collaborare con la Procura di Bergamo: "Il punto non sono le conseguenze che potrei subire. Lo faccio perché credo fermamente che il mondo abbia bisogno di un'Oms trasparente e indipendente, che si concentri sulle persone". 

Fonte: Theguardian →
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