Martedì, 1 Dicembre 2020
Parola agli scienziati

Quando arriverà il picco della seconda ondata in Italia

Per Bertolaso "tra poco più di due settimane rischiamo di ritrovarci nei guai". Secondo l'epidemiologo Bonanni ci sono proiezioni che indicano metà dicembre come il momento più difficile: "Ma sono supposizioni che vanno prese con mille molle"

Foto: Ansa

Non usa giri di parole l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso: "La vedo molto dura, la situazione - dice al Corriere della Sera -  Complicata e piena di tranelli, perché purtroppo a metà novembre saremo come a fine marzo. Con la differenza che allora l'epidemia riguardava Lombardia e Veneto, mentre ora abbraccia tutta Italia. Il virus si è sparpagliato ovunque, anche le Marche non sono messe bene".

Intanto si va verso un nuovo Dpcm, forse intorno al 9 novembre, con una ulteriore stretta con chiusure delle attività commerciali, incentivi allo smart working nel pubblico e nel privato e limiti per gli spostamenti interregionali. Ci sono soprattutto cinque regioni a rischio lockdown drastico oggi come oggi.

L'impennata di contagi prevista a metà novembre

Bertolaso, 70 anni, ora è consulente del governatore Fontana per l’emergenza Covid in Lombardia e fa riferimento ad alcuni grafici "dove si vede chiaramente come a metà del prossimo mese la curva di contagi, ricoveri e morti avrà un'impennata insostenibile se non si prendono subito misure drastiche". Se il diagramma corrisponde a verità, dunque, "rischiamo tra poco più di due settimane di ritrovarci nei guai - afferma - i pilastri necessari per contrastare l'epidemia si stanno sgretolando, il servizio sanitario ha l'acqua alla gola e non sarà in grado di rispondere all'emergenza incalzante. Non vorrei rivedere le scene di medici russi, cubani e albanesi che accorrono in nostro aiuto nelle rianimazioni".

L'attacco alla gestione politica dell'emergenza è frontale: "Dovevano essere assunti 10mila infermieri. Dove stanno, come sono stati distribuiti? Il filtro dei medici di famiglia è di nuovo saltato e i pronto soccorso sono sotto pressione. Tagliate le visite ambulatoriali ordinarie ed è gravissimo perché patologie gravi rischiano di essere diagnosticate troppo tardi". Per Bertolaso il mezzo lockdown, o lockdown morbido che dir si voglia, non basta.

Cosa fare dunque? "Credo che sarebbe meglio fermare del tutto il Paese per un mese, subito, siamo ancora in tempo per non arrivare a quei numeri. Con uno stop generale, da un lato potremmo cercare di arrestare la diffusione, dall'altro permetteremmo al sistema di riorganizzarsi.

"Resettiamo l'Italia, senza aspettare di vedere se le nuove misure sono state efficaci".

Il picco della seconda ondata in Italia

Quando ci sarà in Italia il picco della seconda ondata? Sono attualmente 299.191 le persone positive al Sars-Cov-2 in Italia. Ma il numero che desta preoccupazione è quello dei ricoveri in terapia intensiva: 1.651, con una crescita di un centinaio al giorno ormai. Se come detto a mezza voce in passato sarebbe 2.300 il numero-soglia che farebbe scattare un lockdown nazionale, ci si potrebbe arrivare in una settimana a partire da quest'oggi. 

Cristina Marrone ha intervistato sul Corriere Stefania Salmaso, epidemiologa, già a capo del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sani- tà (Iss). Il virus circola e il momento è "piuttosto allarmante" ammette. Si rischia di arrivare a un numero impressionante di nuovi casi al giorno: "Il tasso di riproduzione medio è intorno all’1,5 e sta proseguendo una crescita progressiva, nelle ultime due settimane esponenziale. Adesso abbiamo un tempo di raddoppio di 6-7 giorni [...] La settimana prossima, con questa crescita arriveremo a oltre 50 mila casi, centomila in un paio di settimane. Questo però non deve gettarci nel panico ma indurci alla massima cautela".

Quando arriveremo al picco dell’epidemia? Prima di Natale vedremo la luce in fondo al tunnel?

"Sulla base di modelli matematici - dice Paolo Bonanni, epidemiologo e professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze - ci sono proiezioni che indicano che il picco potrà arrivare verso metà dicembre, ma sono supposizioni che vanno prese con mille molle. È ragionevole pensare che possa succedere, ma potrebbe anche non succedere: ci sono moltissime variabili in gioco"

La discesa potrebbe poi arrivare dopo un periodo in cui il numero dei contagi quotidiani resta stabile, il plateau della prima ondata, tipico di un virus che ha un periodo di incubazione fino a due settimane come il Sars-Cov-2. Novembre si preannuncia quindi come il mese più duro.

Il nuovo Dpcm entro il 9 novembre per fronteggiare lo Scenario 4 e il lockdown in Italia

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