Mercoledì, 23 Giugno 2021

"Attenzione ai piedi sporchi, sono sospetti": è l'ultimo complotto Cinque Stelle

Vito Crimi riporta i dubbi di un suo sostenitore di Ghedi, nel Bresciano, tornato a casa dopo le vacanze: ha scoperto che i pavimenti erano sporchi e che annerivano i piedini del figlio: "Colpa dell'inquinamento, cosa respiriamo davvero?"

La foto incriminata

Il senatore Cinque Stelle Vito Crimi posta su Facebook la lettera di un amico: "Ecco quello che si è depositato sul pavimento di casa e raccolto dai piedini di mio figlio". La polvere scura è sospetta secondo l'amico di Crimi, che vuole vederci chiaro. Sul web in molti irridono la foto, ma c'è anche chi concorda con Crimi. I fatti: un suo sostenitore di Ghedi, nel Bresciano, tornato a casa dopo le vacanze ha scoperto che i pavimenti erano sporchi e che "annerivano" i piedini del figlio.

Scrive una lettera al senatore: "Dopo le vacanze al mare siamo ritornati a casa a Ghedi. Premetto che prima di andare via la casa era in perfetto ordine (metti che i ladri trovino la polvere sui mobili o il pavimento sporco...). Come è normale tutti gli scuri erano chiusi ma dietro qualcuno di essi qualche porta è rimasta socchiusa per favorire un minimo di ricambio dell'aria di casa. Ebbene dopo due settimane ecco quello che si è depositato sul pavimento di casa e raccolto dai piedini di mio figlio. Quello che mi spaventa è che non si tratta della normale polvere. È una polvere nera e sottile, più fine della fuliggine. Sembrano i piedi di uno spazzacamino. Peccato che questa volta le polveri sono contenute nell'aria che respiriamo e che finisce nei nostri polmoni".

"C'è da dire - prosegue l'amico di Crimi - che non viviamo nei pressi di una fabbrica o di una fonderia per cui credo che sia effettivamente quello che circola nell'aria. E questo fa paura. Cosa possiamo fare? Innanzitutto capire se e come deve essere monitorata la qualità dell'aria. Cosa si misura, con quale frequenza, quali sono i valori di soglia e se i dati debbano essere pubblici oppure no".

Ecco la soluzione drastica che propone: "Il mio sogno, per tutelare la salute dei nostri cari, sarebbe quello di indire un concorso pubblico di idee in cui vengano presentati progetti di dispositivi basati sull'utilizzo di materiale a basso costo (Raspberry/Arduino/sensori) che possa pubblicare in autonomia i dati raccolti 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Soprattutto che questi dispositivi possano essere collegati e monitorati mediante una piattaforma online accessibile da tutti".

Il Giornale tratta la vicenda con un tono a dir poco ironico:

I commenti al post di Crimi sono, se vogliamo, ancor più spassosi della lettera. Le prese in giro appondano: "È tutto vero! È un inquinante pazzesco, i governi non vogliono che si sappia perché scoppierebbe il caos! Anche io ho fatto la prova in casa, se non pulisci dopo alcuni giorni si deposita su ogni superficie!! Ho letto su un blog che si chiama polvere".

Fonte: Il Giornale →
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