Venerdì, 5 Marzo 2021

Il Piemonte alle Ong: "Inviateci i vostri medici"

"Dirottate personale sanitario dai vostri ospedali all’estero verso il Piemonte. I posti letto e soprattutto il personale si stanno esaurendo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti", è l’appello del leghista Alessandro Stecco

Il Piemonte chiede aiuto alle Ong per gestire l'emergenza coronavirus. E a sorpresa a farlo è un esponente della Lega in consiglio regionale, come racconta oggi La Stampa: "Dirottate personale sanitario dai vostri ospedali all’estero verso il Piemonte. I posti letto e soprattutto il personale si stanno esaurendo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti", è l’appello di Alessandro Stecco, che oltre a presiedere la Commissione regionale Sanità è anche docente universitario e medico all’ospedale di Novara.

«I colleghi sono stanchi, ancora sfibrati dal peso della prima ondata e in molti casi purtroppo si stanno contagiando sul posto di lavoro. Senza il personale adeguato la ricerca di strutture, tecnologie e posti letto rischia di essere vana». Mancano figure chiave, come gli anestesisti, fondamentali per incrementare le terapie intensive. Impossibile appellarsi al contributo delle altre Regioni. «Durante la prima ondata un aiuto temporaneo è arrivato da professionisti reclutati al centro-sud. Ma ora anche loro sono alle prese con l’emergenza». Stesso discorso per gli altri Paesi europei. «Francia e Germania non sono certo nelle condizioni di poterci inviare i loro medici e infermieri», ragiona Stecco.

Così l’ultima speranza a cui ci si aggrappa è cooperazione internazionale. «Credo sia il momento di attingere a tutte le risorse disponibili, come è avvenuto e avverrà per i rinforzi arrivati da Cuba e dalla Cina, per dare una mano a una delle parti d’Italia più colpite in base al tasso di ricoveri». Il margine dei posti letto disponibili in Piemonte si assottiglia ogni giorno di più. Dei 5.600 riservati ai pazienti positivi oltre 4.600 - di cui 300 in terapia intensiva - sono già occupati. Cappelle e centri congressi degli ospedali sono stati riadattati a reparti, si ricavano posti di fortuna nelle tende dell’Esercito, nelle mense, negli ambulatori delle Asl. Torino sta per inaugurare un ospedale da campo da 458 posti nel padiglione che fino a un anno fa ospitava le giostre durante le feste di Natale.

Sembrano lontanissimi oggi i tempi in cui il segretario della Lega Salvini demonizzava gli operatori umanitari che soccorrevano i migranti in mare. La pandemia, per una sorta di contrappasso, costringe il Carroccio a riabilitare il «nemico storico» e a elevarlo a unica possibile ancora di salvezza.

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Fonte: La Stampa →
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