Sabato, 10 Aprile 2021

Poveri e soli, scrivono una lettera e vengono "adottati" dal popolo di Facebook

Marito e moglie, residenti a Cassino e con 3 figli, allontanati mentre vendevano ramoscelli d'ulivo, contattano una giornalista di FrosinoneToday e in poche ore ricevono cibo, vestiti e una lavatrice nuova. Pagate anche le bollette del gas insolute da mesi

E' una storia da "Libro Cuore" quella accaduta in provincia di Frosinone. Una storia che evidenzia quanto un giusto uso dei social network può divenire volano di sostegno e conforto verso chi, a volte, per vergogna e dignità, patisce in silenzio. Tutto nasce da una lettera di sfogo inviata ad una giornalista di FrosinoneToday, diventata 'virale'. E così una famiglia in estrema povertà è stata "adottata" dal popolo di Facebook.

La vicenda vede come protagonista una donna di 50 anni, che chiameremo Maria, suo marito che chiameremo Antonio ed i loro tre figli, un ragazzo poco più che ventenne e due gemellini di 13. Una storia di disagio e povertà chiusa tra le quattro mura di una casa popolare alla periferia di Cassino. Una storia che viene portata alla luce quando, sabato sera, Maria e Antonio, disperati e affamati, non sapendo cosa offrire ai figli per cena, decidono di posizionarsi davanti ad una chiesa della città per vendere dei ramoscelli d'ulivo. La loro presenza, forse perché facce sconosciute, ha indotto qualcuno che presta volontariato in zona a far allontanare i due poveretti. C'è chi chiama la Polizia. Chi i Vigili Urbani.

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Maria torna a casa e in un impeto scrive una lettera alla giornalista di FrosinoneToday che si occupa del territorio cassinate. "Gentile giornalista, seguo la sua attività e stimo molto il suo modo di lavorare. Di approcciarsi ai meno fortunati. Questa volta sono io a doverle chiedere aiuto. Siamo senza gas da mesi, i miei bambini sono senza scarpe e stasera avranno come cena latte e fette biscottate. Mio marito non trova un lavoro dopo aver perso il suo come muratore. Stesso discorso per me. Per questo motiivo abbiamo provato a vendere ramoscelli di ulivo davanti una chiesa. Siamo stati cacciati come due balordi, due delinquenti dai vigili urbani. Donne che si sono qualificate come 'dame della Carità' ci hanno detto di andar via. Hanno chiamato persino la polizia. Mi domando e le domando, esiste ancora la carità cristiana? Esiste ancora l'essere umano generoso verso il prossimo. Mi creda, se siamo arrivati a metterci davanti una chiesa per poter raccimolare qualche euro è perchè siamo disperati. Vi prego di aiutarci e le chiedo scusa per il disturbo". 

In pochi minuti la lettera è diventata oggetto di un post e, pur tutelando la privacy della donna, è stata pubblicata su Facebook. In meno di ventiquattro ore la famiglia di Maria ha ricevuto cibo, scarpe, vestiario e persino una lavatrice consegnata da un centro commerciale. Un imprenditore si è offerto di pagare le bollette del gas. I cinque poveretti da mesi, infatti, sono al freddo e dal gelo. Inoltre la grande macchina della solidarietà ha coinvolto anche le Istituzioni: Maria è stata contattata dall'assessorato ai Servizi Sociali del Comune e dal responsabile della Caritas di Cassino.

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Fonte: FrosinoneToday →

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