Domenica, 7 Marzo 2021

Il primo pranzo tra Conte e Renzi con Maria Elena Boschi

Il Fatto racconta di un incontro avvenuto sette anni fa in un ristorante di Roma, organizzato quando il leader di Italia Viva non aveva ancora vinto le primarie. C'era anche Guido Alpa

Marco Lillo racconta oggi sul Fatto Quotidiano il primo pranzo tra Giuseppe Conte, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi insieme a Guido Alpa, socio di studio dell'avvocato oggi presidente del Consiglio, avvenuto sette anni fa a IlSanlorenzo di via dei Chiavari in Roma, "elegante ristorante di cucina mediterranea con opere d'arte moderna sulle pareti in marmo e un menù di pesce originale" come recita la sua presentazione. Siamo a metà del 2013 e Renzi non aveva ancora vinto le primarie che lo porteranno rapidamente a diventare prima segretario del Partito Democratico e poi presidente del Consiglio ed era stato Alpa, sfruttando la precedente conoscenza tra Conte e Boschi, a chiedere di organizzarlo. Il quotidiano racconta che a tavola la conversazione si era sviluppata rapidamente tra due binari: quello tra Alpa e Renzi e quello tra Conte e Boschi.

Conte ha conosciuto Meb a alla scuola di specializzazione che prepara gli avvocati a Firenze, dove lei lo aveva coadiuvato nella correzione dei compiti. Nel maggio 2014 Alpa è stato nominato consigliere di Leonardo-Finmeccanica: "Una scelta motivata da un curriculum lungo 8 pagine e non sponsorizzata dai partecipanti al pranzo", precisa l'articolo, che ricorda poi come a settembre 2013, Giuseppe Conte sia stato votato dal Parlamento membro laico del Consiglio di Giustizia Amministrativa iniziando così la sua ascesa pubblica. Da quel momento Conte e Renzi non si sono più visti. E il pranzo, precisa Lillo, venne pagato da Renzi. Poi è il momento di una malignità (dichiarata, anche perché non si capisce perché Meb dovrebbe "mollare" il suo telefonino quando a lei basterebbe rendere pubblici, ove esistessero, quei messaggi):

Giuseppe Conte, inoltre, ha sempre avuto un effetto divisivo tra Matteo e Maria Elena. Dentro Italia Viva si racconta che Renzi avrebbe chiesto più volte alla sua ex ministra i messaggini scambiati con Conte quando era solo un professore di Diritto. Renzi sperava forse di trovare in quegli sms – oltre ai complimenti per la nomina a ministro delle Riforme – una traccia di sostegno per le riforme stesse o di solidarietà per le polemiche su Banca Etruria.

L’uscita sui giornali di qualcosa di simile (ove esistesse) avrebbe potuto incrinare l’immagine di Conte agli occhi del M5S. Renzi – raccontano al Fatto fonti ben introdotte nel Giglio magico – tentò in tutti i modi di convincere Maria Elena Boschi a mollare il suo telefonino anche facendo leva sul comune amico Francesco Bonifazi. Nulla da fare. Chissà cosa c’è di vero. Di certo il sentimento di Renzi verso Conte non migliorò.

Maria Elena Boschi non ha mai interrotto il suo rapporto di stima cordiale con il professore. “Con Conte ci parla Maria Elena”, è la frase che Matteo ha detto più volte in questi anni, sia quando è nato il governo giallorosa, sia quando si è parlato di farlo finire.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano →

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